Erano 3 i film francesi in gara e 6 i titoli americani (se aggiungiamo Cosmopolis), ma Hollywood è uscita dal 65mo festival di Cannes senza neanche un premio, idem per le produzioni francesi (che peraltro negli ultimi tempi molto ammiccano al cinema stelelstrisce). Piacciano o meno i film premiati, le logiche politico-commerciali che hanno portato in selezione tanti prodotti hollywoodiani –
alcuni del quali molto mal giudicati dalla critica – alla resa dei conti non hanno ottenuto riscontro. E’ un bene, per il futuro del festival. E se Amour di Haneke praticamente mette d’accordo tutti, le maggiori critiche all’operato della giuria arrivano per la scelta del premio alla regia al visionario ed inestricabile Carlos Reygadas e del Grand Prix a Matteo Garrone, che la stampa straniera ha semplicemente liquidato come omaggio alla Commedia italiana.
“Nessun premio è stato dato all’unanimità“, ha confessato Nanni Moretti in sala stampa e “Reality non è certo piaciuto solo a me…”. Haneke, Ken Loach, Mungiu, Garrone a Cannes sono stati già premiati in passato, come se i nuovi talenti faticassero ad uscire fuori.
Tornando al film di Garrone, Reality, che è stato già venduto negli States, si discute sulla data di uscita, fissata al momento al 28 settembre. Così però si potrebbe perdere l’effetto trascinamento del festival, tuttavia pure un’uscita col caldo di giugno potrebbe penalizzare l’opera. Il regista, che ha sottolineato quanto reality sia un’opera corale e quanta parte abbia avuto nel suo successo il protagonista, Aniello Aiello ha annunciato di voler ricominciare presto a mettersi al lavoro, insomma questa volta non lascerà trascorrere quattro anni, come fu per Gomorra.
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