La guerra di Mary all’industria delle diete è cominciata nel 1992 ed ha lo scopo di rendere le donne più consapevoli dei rischi dell’anoressia, della bulimia e dei disordini alimentari causati proprio dalle diete.
“Ogni anno ci ossessionano con una diversa e nuova tortura: Montignac, Zona, Ducan… Invece di fare diete inutili, concentratevi sulla bellezza e sull’unicità del vostro corpo” parola di Elena Guerrini, attrice e scrittrice di talento e humor autrice per Garzanti di “Bella tutta ! I miei grassi giorni felici”, libro nel quale racconta com’è riuscita a piacersi in tutta la sua abbondanza: “No Diet Day” non vuol dire abbuffarsi – dice -. Vuol dire amarsi così come siamo nei nostri bellissimi corpi imperfetti almeno per un giorno. Significa festeggiare simbolicamente una volta l’anno l’accettazione del proprio corpo e della diversità fisica. Significa essere consapevoli dei pericoli di alcune diete, soprattutto se improvvisate, copiate dai giornali o passate da un’amica, tipo quella del minestrone che ci faceva perdere massa muscolare a causa della totale mancanza di proteine.
Alternare periodi di diete strette ad abbuffate non è salutare né per il corpo né per la mente. Imparare ad amare il nostro corpo e sentirci belle tutte senza per forza dover entrare in una taglia 40 vuol dire volerci davvero bene.
Ogni corpo è bello se è sano, qualunque taglia indossi”. Si può essere felici tendendo a modelli di bellezza lontani e magari irraggiungibili? Il 6 maggio può servire a ciascuno per riflettere su se stessi e sull’accettazione incondizionata (perché sono le condizioni irraggiungibili fonte d’infelicità) – di se stessi.
“Allora il 6 maggio attaccate alla camicia un fiocchetto azzurro e mangiate con gusto ciò che più vi piace. – conclude Guerrini – E almeno per un giorno, lasciate perdere qualsiasi dieta dimagrante e frustrante”.
© Riproduzione riservata


