Arte contemporanea. Mille opere in fiamme per salvare il Museo di Casoria

Mille opere al rogo per contrastare l’incuria. Il CAM, il museo di arte contemporanea di Casoria, Napoli (www.casoriacontemporaryartmuseum.com) piuttosto che morire di stenti si vota […]

Mille opere al rogo per contrastare l’incuria. Il CAM, il museo di arte contemporanea di Casoria, Napoli (www.casoriacontemporaryartmuseum.com) piuttosto che morire di stenti si vota al suicido e inizierà questa sera a bruciare le opere d’arte della sua collezione permanente.

Il direttore Antonio Manfredi, che per primo ha dato alle fiamme la sua opera che ha partecipato alla Biennale di Venezia, dice “le 1.000 opere di arte contemporanea internazionale che il CAM custodisce andrebbero ugualmente verso la distruzione per l’indifferenza delle istituzioni”.

Ogni giorno, per tre volte a settimana, un’opera verrà bruciata perché dall’appello fatto con CAMouflage, che vedeva tutte le opere del museo coperte a lutto e non più visibili al visitatore, nulla è cambiato. Si legge nella nota del museo :”Nell’Italia dello spreco del denaro pubblico, in cui i tagli alla cultura sembrano essere la soluzione per risolvere la crisi, la latitanza del presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo Doris Pack, del ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, del presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e del sindaco della Città di Casoria Vincenzo Carfora, ha reso necessaria una seria azione di protesta attraverso la progressiva cancellazione di quello che dovrebbe essere considerato un bene comune ma che non è tutelato come tale”.

L’azione avrà inizio stasera (martedì 17 aprile 2012 alle ore 18) con la distruzione dell’opera pittorica dell’artista francese Severine Bourguignon (che sarà collegata via Skype con il museo al momento dell’azione), seguiranno le opere di Astrid Stöfhas (Germania), John Brown (Galles_UK), di Qing Yue (Cina), Cheikh Moustapha Ndiaye (Senegal), Josè D’Apice (Brasile), Mohamed Alaa (Egitto), Filippos Tsitsopoulos (Grecia), Fabio Donato (Italia), Lello Lopez (Italia), Rosaria Matarese (Italia), Tony Stefanucci (Italia), tutti presenti personalmente o attraverso collegamenti web.

I musei non possono sopravvivere da soli e questo dovrebbe saperlo anche il ministro Ornaghi – chiarisce Manfredi – . O si cambia strategia e si decide sul serio di investire nella cultura e per la cultura, oppure è meglio distruggere con il fuoco quello che è ignorato”.

L’invito a Ornaghi e Caldoro è sempre valido, una visita per vedere con i propri occhi “le condizioni difficili nelle quali questo museo è diventato un avamposto sociale oltre che culturale”. La richiesta è di offrire al museo della periferia napoletana un luogo idoneo per la collezione internazionale e fondi adeguati per la gestione. Conclude il direttore: In quanto centro di una rete internazionale ci facciamo capofila di un’azione di protesta allargata con l’appoggio degli artisti europei che vivono le stesse problematiche economiche. Nei propri studi, alcuni artisti internazionali bruceranno a loro volta le proprie opere per una rivoluzione globale della cultura”.

Sull’efficacia di tutto ciò si nutrono seri dubbi. 

 

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