Per non dimenticare: “la battaglia di Intra”

La battaglia di Intra, un episodio da non dimenticare nella lotta di Liberazione. Lo ricorda il giornalista e partigiano Antonio Costantini.       Il […]

La battaglia di Intra, un episodio da non dimenticare nella lotta di Liberazione. Lo ricorda il giornalista e partigiano Antonio Costantini.

 

 

 

Il 18 aprile 1945 il comando della Divisione Flaim decide di effettuare una grossa azione militare su Verbania Intra. Le forze da affrontare sono costituite da 120 fascisti, a Cannero e Cannobio; 300 uomini della X Mas della brigata nera e della Ravenna, a Pallanza ed Intra; 60 della Ravenna a Fondotoce e altri 60 sempre della Ravenna a Fondotoce. In tutto quasi 500 armati cui si aggiungono, poco prima dell’azione, 60 militari tedeschi con due autoblindati. La forza della Flaim è di 282 uomini compresi gli ausiliari, i convalescenti, gli ammalati, le staffette. Il 21 aprile viene aperto il fuoco su tutta la cintura di Intra (Verbania). Vengono presi d’assalto i fortini della rimessa e del ponte delle Vigne. Dal varco aperto i partigiani scondono con una 20 mm. verso il centro di Intra, ma in piazza Cavour si scontrano con i due mezzi corazzati tedeschi che coi cannoncini da 37 mm. vomitano colpi ad alzo zero, uccidendo nella loro abitazione di piazza Cavour tre donne. Nel buio lo scontro è rabbioso. La 20 mm. viene persa e ripresa. Un mezzo corazzato tedesco vine immobilizzato; dopo l’alba i 9 fascisti di guardia all’ospedale si arrendono. Cede il bunker fascista del campo sportivo; resiste sempre quello del Ponte di Sasso. Il nemico, che intanto si sta rorganizzando, è riuscito a sloggiare o tagliar fuori i partigiani che si erano spinti sino alla casa del fascio e all’albergo Intra. Le munizioni partigiane cominciano a scarseggiare e giunge la notizia che una colonna nemica, salita da Mergozzo, è scesa su Rovegro e marcia su Cossogno – piccoli centri sulle alture di Intra-. Col pericolo di un attacco alle spalle viene dato l’ordine di ritirata. La brigata partigiana Battisti ripiega ordinatamente su Zoverallo e il Motto mentre la brigata partigiana Valgrande si sposta su Unchio e Cossogno, da dove prende la colonna nemica tra due fuochi. Il reparto tedesco si pone a presidio di Trobaso. La Battisti si schiera a difesa sul triangolo Premeno-Pian Nava-Esio e la Valgrande a Miazzina-Cossogno e Caprezzo. Ha così termine l’azione. Le perdite nemiche sono di 23 morti e 12 prigionieri; il bottino di una ventina di armi di tipo diverso. Le perdite partigiane sono di 3 morti e 4 feriti. Il comportamento della popolazione è stato esemplare: con disciplina ha  continuamente incitato i partigiani collaborando con loro e rifornendoli di viveri. Il 22 aprile il reparto tedesco che stazionava a Trobaso fa una puntata alla Crosa, ma viene respinto. Da questo momento le truppe nemiche, che hanno sgombrato tutti i posti di blocco, si rinserrano cosicchè le pattuglie partigiane possono controllare pressochè tutta la città. All’alba del 24 aprile la Flaim entra in Intra accolta dalla popolazione in festa per il loro arrivo.

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