Lecce, il museo è un “Must”

Alle bellezze artistiche leccesi va aggiungendosi un prezioso scrigno culturale, il Must, il nuovo museo storico della città di Lecce. Questo nuovo nome corrisponde al [...]

Alle bellezze artistiche leccesi va aggiungendosi un prezioso scrigno culturale, il Must, il nuovo museo storico della città di Lecce.

Questo nuovo nome corrisponde al vecchio monastero di Santa Chiara, prospiciente il teatro romano, equidistante da piazza Duomo e piazza Sant’Oronzo.Il contest architettonico ospiterà al suo interno sculture, foto d’autore e molto altro.  Un altro itinerario artistico da annoverare tra i tanti che la città propone, tra viuzze, facciate barocche, chiese, eleganza e sfarzo, Lecce “sfodera” bellezza per “soggiogare” e rapire la memoria  del visitatore.

Il Must racconterà la storia della cittadina salentina attraverso reperti storici divisi per periodo, la moderna museologia ha previsto alcuni spazi complementari: sala conferenze, bookshop, caffetteria, sale espositive destinate a mostre permanenti o temporanee di artisti locali contemporanei. Un modo come un altro per confermare a chiare lettere la grande vocazione artistica e l’estetismo di una città come Lecce.

Due le mostre in apertura: una riguarda le creazioni di proprietà comunale realizzate dallo scultore salentino Cosimo Carlucci; l’altra è una mostra della fotografa d’arte ed architettura Jenny Okun, conosciuta per le sue interpretazioni “multilivello” di testimonianze architettoniche catturate durante i suoi viaggi in giro per il mondo, saranno esposte 42 opere e 17 riguarderanno la città di Lecce. Tutto a partire dal 20 aprile.

Quindi, per quanti di voi non avessero una ben definita idea su come trascorrere la prossima festività del 25 aprile, Lecce ha tutte le carte in regola per invitare al suo cospetto.  Il suo “regno” culturale è intriso di barocco, storia, ed il sole e la bella stagione fanno da contorno.

Senza dimenticare che Lecce ha nella sua provincia tantiluoghi e scenari da non perdere, le case abbarbicate e bianche di Otranto, con la sua storia ed il suo carattere esotico; Santa Maria di Leuca, Finibus Terrae; Gallipoli, la città bella; Galatina, cuore del tarantismo e della tradizione con il Santuario dei Santi Pietro e Paolo, dove le tarantate, donne morsicate dalla tarantola, si recavano per avere la grazia; la Grecìa salentina, dove si parla il griko ed in estate si tiene il famoso festival della Notte della Taranta con apoteosi nell’evento-concertone a Melpignano. Ce n’è per tutti, buona festa della Liberazione.

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