Toulouse-Lautrec, riapre il suo museo ad Albi. Imperdibile

Albi, un magnifico angolo di Medioevo nel Sud Ovest della Francia, città vescovile e nell’elenco Unesco dei beni patrimonio dell’Umanità.   Qui il 2 aprile riaprirà […]

Albi, un magnifico angolo di Medioevo nel Sud Ovest della Francia, città vescovile e nell’elenco Unesco dei beni patrimonio dell’Umanità.   Qui il 2 aprile riaprirà al pubblico, dopo dieci anni di lavori, il Toulouse-Lautrec Museum (www.museetoulouselautrec.net) sito proprio nel palazzo dell’arcivescovo.

Arcivescovo che mai si sarebbe aspettato sotto il proprio tetto la visione della passioni profane di colui che cantò la vita notturna parigina.

 Il museo detiene la più grande collezione di opere del pittore e promette un’immersione totale nel suo lavoro. Il curatore capo, Daniele Devynck, parla di un museo “reinventato” dove accanto alle emergenze di 750 anni fa, come ad esempio i pavimenti medievali appena riscoperti, o i dipinti rinascimentali che decorano il soffitto di una galleria, trova posto l’ampia produzione di Toulouse-Lautrec. Pittore parigino per eccellenza, che però nacque nei pressi di Albi, nel 1864 e qui visse per otto anni.

Nel 1922, ben dopo la sua morte, sua madre donò tutto il suo lavoro alla città, che ha aperto ai piedi della magnifica cattedrale di Sainte-Cecile un museo ad hoc. Questa donazione diede vita alla più grande collezione di opere dell’artista: un migliaio, tra cui 250 dipinti, la sua serie completa di 31 manifesti, centinaia di disegni e una grande collezione di litografie.

Tutte queste opere, assieme a due recenti acquisizioni e a sette prestiti dal Musée d’Orsay, sono raccolte lungo un percorso cronologico e tematico che si sviluppa attraverso i ritratti, i bordelli, manifesti e la notte parigina.

Il museo mostra anche i dipinti di Toulouse-Lautrec giovane che sono, un altro modo per riscoprire la sua opera. Nato in una famiglia di piloti, il giovane Henri soffre di una malattia congenita che lo paralizza e gli proibisce di continuare la tradizione di famiglia. Si rifugia nel disegno, guidato in questi primi passi dall’artista Princeteau Rene. Alcuni bei ritratti, tra cui uno della madre, confermano il suo eclettismo.

Da giovane adulto, a Parigi, l’aristocratico Henri continua a prendere lezioni, frequenta Montmartre finendo per diventare una presenza fissa al Moulin Rouge, al Bal du Moulin de la Galette o al Cirque Fernando. I personaggi che animano le notti di questi locali diventano i suoi soggetti preferiti: Valentin le Désossé, Mademoiselle Eglantine, Yvette Guibert, Louise Weber, conosciuta come La Goulue, Aristide Bruant.

Contempla la danza, ed è ispirato dai bordelli, da pesanti atmosfere che ricostruirà nel proprio studio, senza volgarità, con malinconia.

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