Libri, le novità di marzo

Aria di primavera, anche in libreria. Se ogni stagione è buona per leggere un buon libro, l’arrivo della Pasqua favorisce le opere che trattano tematiche […]

Aria di primavera, anche in libreria. Se ogni stagione è buona per leggere un buon libro, l’arrivo della Pasqua favorisce le opere che trattano tematiche religiose o spirituali. Tra le varie proposte ne abbiamo scelta una soltanto, ma è quella firmata da Joseph Ratzinger e dedicata figura di Cristo (Rizzoli). Per il resto la scelta a marzo è ampia, nella consueta selezione mensile vi sottoponiamo i titoli a nostro avviso più interessanti e la cui uscita è confermata dalle case editrici.

 

JOSEPH RATZINGER BENEDETTO XVI – Gesù di Nazaret (Rizzoli)

Una coedizione BUR- Libreria Editrice Vaticana per il secondo volume della storia di Gesù scritta dal Pontefice, un’opera di straordinario valore teologico e di grande impatto emotivo. Benedetto XVI affronta il mistero di Gesù di Nazaret concentrandosi, in questo libro, sulla seconda parte della sua vita, dall’ingresso a Gerusalemme alla Trasfigurazione sul Monte Tabor. Un arco esistenziale e una parabola spirituale in cui emergono le narrazioni fondamentali della vita del Nazareno, ognuna delle quali rappresenta uno stimolo per affrontare questioni teologiche dai profondi risvolti umani. Al centro della ricostruzione, eseguita interrogando anche fonti alternative, è il Gesù dei Vangeli: una prospettiva che ne sottolinea la grandezza, i gesti e le parole che hanno oltrepassato le aspettative e le categorie della sua epoca, e, allo stesso tempo, la sua vicinanza, la sua concretezza storica.

 

FERNANDO TRÍAS DE BES – Inchiostro (Rizzoli)

Nella Magonza di inizio Novecento, Alice non può  fare a meno di incontrare ogni settimana un amante che la delude, e il marito Johann, libraio, cerca una spiegazione alle proprie sofferenze tra le pagine dei suoi amati volumi, depositari di ogni ragione, desiderio e sfumatura dell’animo umano. Un giorno, Johann incontra un matematico impegnato in un’impresa analoga: trovare una risposta ultima e definitiva al dolore che lo schiaccia, affidandosi al sublime linguaggio dei numeri e delle formule algebriche. Con l’aiuto di un tipografo, inventore di un inchiostro che evapora man mano che lo si legge, di uno scrittore incapace di scrivere una sola riga e di un editore che non ha mai letto un libro per intero, i due giungeranno a un risultato straordinario: un libro dei libri, in grado di spiegare il vero motivo di ogni cosa. Semplice e profondo come una storia zen, Inchiostro è un tributo alla passione di chi cerca nella lettura il frammento mancante capace di dare un senso alla vita.

STEVE SEM SANDBERG – Gli spodestati (Marsilio)

Quando alla fine del 1939 i nazisti lo insediano a capo del ghetto di Łód´z, Mordechai Chaim Rumkowski si convince che, per salvarsi, gli ebrei debbano rendersi indispensabili ai tedeschi nella loro guerra, e decide di trasformare il ghetto in un’immensa fabbrica. Ambiguo, dispotico, piegato dalla sua logica di produrre a ogni costo e spinto da un’ambizione titanica, «re Chaim» sacrifica alla sua causa chi non vuole o non è in grado di eseguire i suoi ordini. E così, forse consapevolmente, forse no, diventa ingranaggio fondamentale nella macchina di sterminio nazista. Mostro e opportunista crudele, oppure pragmatico stratega costretto ad amputare le braccia per salvare il corpo? Gli spodestati è un romanzo sull’ambiguità umana provocata dall’oppressione. Traditore per alcuni, eroe per altri, Rumkowski è un personaggio controverso che suscita inquietanti interrogativi su dignità e abiezione.

 

 GIANNI SOLLA – Il fiuto dello Squalo (Marsilio)

Sergio Scozzacane è un impresario musicale. Lo chiamano “lo Squalo”per la forma a pinna del suo naso. Un soprannome, ma anche un destino da carnivoro: è il proprietario della casa discografica Musica Blue Records, che produce dischi a pagamento vendendo illusioni a cantanti privi di talento. Alloggiato in una pensione d’infimo ordine e sommerso dai debiti contratti con la camorra, lo Squalo progetta una improbabile uscita di scena. Ma quando tutto sembra perduto, una speranza si riaccende: Mattia, un giovane cantante che ha ancora sotto contratto per due mesi, vince un talent show televisivo, e portarlo a cantare a Sanremo sembra l’occasione di riscatto della sua vita da agente fallito e per salvare la pelle. Ma anche il “viaggio della speranza” nella città dei fiori, che lo Squalo affronta assieme a Mattia (bella voce ma leggermente autistico) e alla sorella Sofia (cieca, bellissima e determinata), con la camorra alle costole, si rivela l’ennesimo buco nell’acqua. Con passo incalzante e capacità dissacratoria, Gianni Solla mette in scena una commedia nera sull’impossibilità di sottrarsi alla propria natura che già appare destinata a diventare di culto.

 

LUIGI COPIELLO – Bruno da Cittadella, dottore in malta (Marsilio)

Questa è la storia di Bruno, contadino diventato muratore in proprio, che a un certo punto decide di scrivere sul suo furgone: “Dottore in malta”. Lui che quasi non sapeva scrivere. Bruno ha scritto così perché sapeva, invece, di avere un’arte: l’arte del lavoro. Ma questa è anche la storia di tanti operai e imprenditori, che si sono realizzati con l’ingegno, la fatica e la creatività. Uomini e donne che hanno imparato scienza e tecnica in fabbrica, davanti alle macchine. Che hanno lottato, faticato e bestemmiato. Attraverso gli occhi di Bruno abbiamo visto il cambiamento. Una volta il lavoro prometteva pane a chi aveva fame, sicurezza a chi stava nell’incertezza, libertà a chi era servo, diritti a chi aveva solo doveri. Oggi quel mondo è cambiato. Siamo arrivati alla fine del lavoro “dipendente”, “esecutivo”. Che sia in fabbrica, in ufficio o in bottega il lavoro dovrà tornare ad avere valore. Essere lavoro “creativo”. Solo così l’uomo potrà intendersi davvero libero.  

 

GIOVANNI MONTANARO – Tutti i colori del mondo (Feltrinelli)

Teresa Senzasogni non è pazza, ma come tale è stata registrata per poter godere della benevolenza e del contributo economico della famiglia Vandheim, di cui è ospite. Un giorno avrà una dote e sposerà il suo Icarus, che le racconta le ingiustizie del mondo e l’atmosfera mefitica delle miniere. Ma poi arriva un nuovo ospite, un vagabondo rosso di capelli, dalle maniere schive, gli occhi accesi da una febbre sconosciuta, e Teresa sembra carpire in lui un destino incompiuto: diventerà un pittore – lei lo sa, lei lo sente –, troverà nei colori una strada universale. Quando questa “profezia” si avvera e il pittore, per quanto folle e fallito, diventa effettivamente pittore, molte vicende hanno minato il cuore e la mente di Teresa, eppure ancora è desto in lei lo stesso sentimento dei pochi giorni in cui a Gheel è stata vicina a Vincent van Gogh. Teresa scrive al caro signor Van Gogh perché si ricordi, perché la aiuti a mettere ordine nel disordine, speranza nella disperazione, amore nel disamore e colore nel grigio. Van Gogh è stato l’unico vero amore di tutta la sua vita. E come tutti gli amori non consumati è rapinoso e perfetto.

CHIARA VALENTINI – O i figli o il lavoro (Feltrinelli)

Qualcuno l’ha paragonata a un campo di battaglia. È la maternità delle donne che lavorano e vorrebbero continuare a farlo senza subire stress e umiliazioni anche quando scelgono di mettere al mondo un bambino. Invece, in Italia come in nessun altro paese europeo, lavoro e maternità rischiano di diventare parole inconciliabili. Il risultato è nelle cifre. Almeno una giovane mamma su cinque lascia il posto e in molti casi non lo ritroverà. Chiara Valentini racconta per la prima volta nel suo complesso questa realtà dura e preoccupante, dando la parola da una parte all’altra d’Italia a manager e donne delle pulizie, a pubblicitarie e a operatrici dei call center. Ma anche fra le mamme lavoratrici qualcosa si muove. Dai siti, dai blog e da nuove associazioni e movimenti chiedono rispetto e diritti, compreso quello della maternità universale. E cominciano a portare in tribunale aziende e amministrazioni pubbliche che le discriminano perché madri.

ANDREA VITALI – Galeotto fu il collier (Garzanti)

Lidio Cervelli, figlio unico di madre vedova oltre che abile e ricca donna d’affari. Poi arriva in paese Helga. La conosce alla festa organizzata al Circolo della Vela: bella, disinibita e abbastanza ubriaca. Tanto è vero che prima che finisca la cena, sono in riva al lago: in quella notte indimenticabile, le tette e le chiappe di Helga rilucono come due mezzalune. Ma Lirica, la severa madre di Lidio, ha un piano molto diverso: suo figlio deve trovare una moglie «made in Italy», una ragazza come si deve, per esempio Eufemia, la nipote del professor Ceretti. Un ottimo partito, con un piccolo difetto: è brutta da far venire il mal di pancia solo a guardarla. Intanto in paese si sceglie la più bella. A detta degli intenditori, bisogna scegliere tra Olghina, la moglie del professor Ceretti (di vent’anni più giovane del marito), e Anita, la moglie del muratore Campesi. Poi capita che Lidio trovi un gruzzolo di monete d’oro, nascosto chissà da chi e chissà quando. Lo trova durante un sopralluogo nei locali della scuola, che deve ristrutturare. Sono «fiorini d’oro zecchino, del duca Filippo Maria Visconti, raffiguranti lo stesso duca a cavallo». Con quel tesoro il ragazzo potrebbe realizzare tutti i suoi sogni… o mettersi in un mare di guai!

 

JEAN-CHRISTOPHE GRANGÉ  – Amnesia (Garzanti)

Il dottor Mathias Freire non è un uomo privo di ricordi. Al contrario, ne è ossessionato. Perché i suoi ricordi sono troppi, confusi, diversi. E sembrano appartenere ad altre persone. Tanto che, sempre più spesso, Mathias perde ogni sicurezza, perfino su quale sia il suo vero nome.  Oggi, a Bordeaux, Mathias è uno psichiatra. È alle prese con un caso difficile, deve ipnotizzare un uomo in stato confusionale, unico testimone di un brutale omicidio alla stazione. L’ipnosi e un alibi di ferro confermano l’estraneità dell’uomo all’assassinio. Eppure Mathias sa di dover indagare ancora. Ma prima di poterlo fare, scampa per un soffio a un tentativo di omicidio. Fuggito su un treno per Marsiglia, ben presto scopre di essere ricercato dalla polizia. Qualcuno ha  riconosciuto in lui un clochard, e non lo psichiatra che crede di essere. E lo accusa del delitto della stazione. D’un tratto Mathias non ricorda più nulla e non sa più chi è. Ha perso la memoria,  è successo un’altra volta. Sa che quando la ritroverà, sarà un altro. Un barbone a Marsiglia, un pittore pazzo a Nizza, un falsario a Parigi. Mathias deve fuggire  e allo stesso tempo scoprire chi è veramente. Ma lui è l’ombra e la preda allo stesso tempo. Ma potrebbe anche essere l’assassino… Sulla strada della verità non ha alternative che fidarsi di un ricordo, di una sensazione, di un momento, di un incontro. E trovare il coraggio di affrontare il pericolo più grande. Sé stesso.

 

ANNA MELIS –  Da qui a cent’anni (Frassinelli)

La storia è ambientata nella Barbagia degli anni Cinquanta e, con la voce di un bambino, Ninniù, racconta di una faida familiare e delle sue conseguenze ramificate. Il fratello maggiore di Ninniù, Graziano, è un “balente”, un bandito coraggioso che rispetta un codice d’onore svincolato dalle leggi della vita civile. Graziano è in- namorato ma è costretto dai suoi stessi principi a sottomettersi a un destino di rinuncia e di sacrificio di sé. La scrittura accurata, poetica e sensuale di Anna Melis ha attirato l’attenzione degli scrittori Nicola Lagioia e Michela Murgia, membri della giuria del premio Calvino.

 

GUILLAUME MUSSO  – Ho incontrato un angelo (titolo provvisorio) (Sperling & Kupfer)

Dentro quei telefonini c’era tutta la loro vita. Quando, all’aeroporto JFK di New York, Madeline e Jonathan, due perfetti sconosciuti, si scontrano e senza accorgersene si scambiano i cellulari, non immaginano che i loro destini s’incroceranno di nuovo – anche se lei si imbarca sul volo per Parigi e lui è in partenza per San Francisco. Una volta atterrati, scoprendo l’equivoco, ciascuno decide di esplorare il contenuto del telefono dell’altro: indiscrezione che li porterà a indagare nelle rispettive vite, fino a una doppia, sconcertante rivelazione. E a un amore che si farà strada nonostante molte difficoltà.

 

DAVID SAFIER – La mia famiglia e altri orrori (Sperling & Kupfer)

La famiglia Wunschmann è sull’orlo di un attacco di nervi: mamma Emma e papà Frank stanno attraversando la tipica crisi di mezza età, Flee è un’adolescente ribelle che non combina niente di buono e il piccolo Max ha il cuore infranto per colpa di una compagna di scuola. Ma i guai non finiscono qui. Durante una festa in maschera, i poveretti vengono colpiti dall’incantesimo di una strega cattiva e trasformati in quattro orribili mostri: un vampiro, una mummia, un licantropo e Frankenstein. Che cosa può  fare allora l’allegra famigliola, se non inseguire la strega malvagia per mezzo mondo sperando di porre rimedio al triste sortilegio?

 

GÜNTER GRASS – Da una Germania all’altra (Einaudi)

Il diario dello scrittore che come pochi altri ha personificato la figura dell’intellettuale pubblico, un libro ricco di incontri, di pensieri, di passione politica, di progetti su romanzi ancora da scrivere; la sorprendente rilettura di una fase – quella della riunificazione tedesca – in cui la Storia ha subito una delle sue ricorrenti, improvvise accelerazioni. «Non nutro una passione particolare per i diari. Deve succedere qualcosa di eccezionale perché mi senta obbligato a tenerli », scrive Günter Grass. «Qualcosa di eccezionale» era successo ad esempio una quarantina di anni fa, quando Willy Brandt dapprima vinse le elezioni e poi inaugurò la grande stagione della Ostpolitik; lo scrittore si schierò senza esitazioni a fianco del cancelliere e l’esito documentaristico- letterario di questa appassionata militanza politica fu appunto un diario, il Diario di una lumaca. E a quell’esperienza Grass per certi versi si rifà anche in questa nuova cronaca che comprende le settimane e i mesi del 1990 in cui le due Germanie diventano una cosa sola: un avvenimento che la politica distensiva nei confronti dell’Unione Sovietica e della Polonia praticata nei primi anni Settanta, così come gli intensi rapporti con la stessa Germania Orientale hanno indubbiamente contribuito a rendere possibile.

 

 

PAOLA SORIGA – Dove finisce Roma (Einaudi)

Succede a volte che uno scrittore, una scrittrice, si allontani dalle storie della sua generazione e dal suo tempo proprio per l’urgenza di narrarlo meglio e renderlo vero, con il respiro di un vento largo che soffia con forza, da lontano. Così, al suo esordio narrativo, Paola Soriga si affida alla figura di una giovanissima staffetta partigiana, nella Roma che sta per essere liberata dall’occupazione tedesca, per dare nuova vita e necessità a un alfabeto di sentimenti che le parole di oggi non sanno più nominare. E ci regala un romanzo che ha la distanza delle grandi storie e la vicinanza dell’unica, misteriosa, scintillante vita che è la nostra, in ogni tempo e in ogni luogo.

 

CARLO VERDONE –  La casa sopra i portici (Bompiani)

Carlo Verdone si racconta per la prima volta in un flusso di ricordi ricco, sorprendente, tenero ed esilarante. Si parte dalla giovinezza e dal vissuto nella mitica casa paterna, grande protagonista del libro: l’incontro con Vittorio De Sica, il rapporto con i genitori e i fratelli, gli scherzi (tanti, fulminanti), le prime esperienze sentimentali ma anche i drammi famigliari. E poi il cinema: i primi passi al Centro Sperimentale sotto la guida di Roberto Rossellini, la genesi dei film, i retroscena, gli aneddoti più inediti e divertenti, il rapporto con gli attori. Quindi le amicizie che hanno segnato la sua vita: Sergio Leone, Federico Fellini e Massimo Troisi. E senza tralasciare il grande amore di Carlo per la musica: i primi concerti di Beatles e Who, gli incontri con David Bowie, David Gilmour e Led Zeppelin.

 

 MASSIMO GRAMELLINI – Fai bei sogni (Longanesi)

Fai bei sogni è la storia di un segreto celato in una busta per quarant’anni. La storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparerà ad affrontare il dolore più grande, la perdita della mamma, e il mostro più insidioso: il timore di vivere. Fai bei sogni è dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realtà, finiscono per smarrire se stessi. Come il protagonista di questo romanzo. Uno che cammina sulle punte dei piedi e a testa bassa perché il cielo lo spaventa, e anche la terra. Fai bei sogni è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla. Immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti. Massimo Gramellini ha raccolto gli slanci e le ferite di una vita priva del suo appiglio più solido. Una lotta incessante contro la solitudine, l’inadeguatezza e il senso di abbandono, raccontata con passione e delicata ironia. Il sofferto traguardo sarà la conquista dell’amore e di un’esistenza piena e autentica, che consentirà finalmente al protagonista di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo.    

 

 

NAOMI RAGEN – L’amore proibito (Newton e Compton)

A Gerusalemme, Dina, figlia devota del rabbino Reich, viene accusata di aver commesso il più imperdonabile dei peccati: l’­adulterio. Cresciuta nella comunità di ebrei ultraortodossi della città, la giovane donna ha sempre rispettato le leggi e le sacre regole della tradizione, mettendo a tacere un mondo sommerso di passioni e desiderio di conoscenza. Quando si vede costretta a sposare un falegname silenzioso e schivo, e a rinunciare all’uomo che ama, Dina accetta il suo destino, ma il velo di ipocrisia che l’­ha avvolta e protetta per anni si squarcia irrimediabilmente, svelando tutta la fragilità della sua educazione. Le pulsioni a lungo represse esplodono e senza alcuna esitazione Dina cede all’­attrazione per un uomo sposato, infrangendo ogni tabù. Le autorità la accusano di adulterio e la costringono a emigrare negli Stati Uniti. A New York, Dina incontrerà Joan, una donna consapevole e indipendente, che la aiuterà a mettere in discussione tutto quello che sa del mondo e di se stessa, e la esorterà a seguire l­’unica legge giusta: quella del cuore.

 

 

NATSUME SOSEKI – E poi (Neri Pozza)

È l’inizio del ventesimo secolo e in Giappone l’Era Meiji, l’epoca del grande Rinnovamento, avanza impetuosa con le sue sconvolgenti modernizzazioni. Daisuke appartiene a una nobile famiglia e tuttavia è fiero di essere considerato un trentenne moderno, un dandy lontanissimo dallo spirito antico del Giappone. Un’ansia fuori del comune lo pervade, che Daisuke tenta di frenare col placido ritmo della sua esistenza inoperosa, fatta di letture, lunghi momenti di riflessione, sporadici incontri con amici, visite saltuarie alla dimora dei suoi familiari. Questa vita tenuta al riparo dai conflitti crolla inevitabilmente il giorno in cui Michiyo, la giovane moglie di Hiraoka, un vecchio compagno d’università caduto in disgrazia, ricompare a Tokyo. La donna emana una vaga impressione di malinconia, uno struggimento irresistibili per Daisuke, che trasforma d’incanto l’affetto sempre nutrito per lei in una passione irrefrenabile. Dalla sua frequentazione della letteratura francese, Daisuke sa che il tormento, l’angoscia dell’adulterio sono sentimenti per eccellenza moderni. Sa, tuttavia, anche che la modernità del Giappone non è tale da permettere di infrangere i sacri vincoli di una condotta morale trasmessa da millenni. Per la prima volta nella sua vita, però, Daisuke trova il coraggio di andare incontro al proprio destino: decide di rifiutare il matrimonio combinato che gli propone il padre – a rischio di incorrere nella sua collera e vedersi tagliare i viveri – e di dichiarare il suo amore a Michiyo.

 

ALESSANDRO ZACCURI – Dopo il miracolo (Mondadori)

Metà degli anni Ottanta: don Alberto, un giovane teologo con aspirazioni da ribelle, lascia Roma inseguito da un segreto, qualcosa di inspiegabile e oscuro che lo costringe a rifugiarsi nella piccola città di provincia in cui è nato. Qui, tra l’Appennino e la pianura padana, si consuma la tragedia dei Defanti, ricca e devotissima famiglia di imprenditori sconvolta dal suicidio di Beniamino, il minore dei dodici figli concepiti per onorare un voto alla Madonna. E qui, in un alternarsi di situazioni tragicomiche e strazianti, torna a presentarsi Maria Sole, un’ex sessantottina convertitasi alla devozione più tradizionale: per lei don Alberto è un santo riluttante, che si ostina a non credere nel prodigio che lui stesso avrebbe compiuto. Miriam, la figlia di Maria Sole, sarebbe infatti risuscitata da morte grazie alla benedizione impartita da don Alberto. Ma perché, allora, il prete non ha compiuto lo stesso miracolo su Beniamino?

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