Ha avuto successo la mostra “Robert Altman. America America”, omaggio, fatto di fotografie e di manifesti, al regista che ha raccontato i miti degli Stati Uniti a suon di commedie, noir, musical e western:affresco minuzioso che non ha tralasciato il sogno a stelle e strisce che stava svanendo tra disillusione e decadenza. Ora è la volta di altre esposizioni. Dal 23 febbraio al 27 maggio la “prima europea” di “Bugs Bunny, Daffy, Silvestro e gli altri. I cartoni animati della Warner Bros”, raccolta di un’imponente quantità di materiali originali dei disegnatori che hanno dato vita ai popolarissimi personaggi delle serie di cartoon compresi Wile E. Coyote, Speedy Gonzales e Titti.
Il museo del cinema, dove Davide Ferrario ha ambientato il suo “Dopo mezzanotte”, è tra i più importanti al mondo per la ricchezza del patrimonio, e per l’unicità del suo allestimento disegnato dallo scenografo svizzero François Confino all’interno del simbolo architettonico del capoluogo sabaudo. I visitatori sono investiti da continui stimoli visivi e uditivi, proprio come quando si vede un film coinvolgente. Al primo piano s’incontra la sezione “Archeologia del cinema” dedicata agli esperimenti che hanno preceduto le invenzioni di Thomas Edison e dei fratelli Lumière: dal teatro d’ombre alla camera oscura, alle scatole ottiche, alle “lanterne magiche” e così via. Sino alla proiezione di una serie di brevi spezzoni realizzati dai pionieri della settima arte. Seconda tappa l’”Aula del tempio” che è attraversata in verticale dall’ascensore, con pareti in cristallo trasparente, che in 59 secondi conduce sino alla terrazza sommitale posta a 85 metri di altezza: da lì si può godere un panorama che abbraccia anche le Alpi. Questo luogo è circondato da “cappelle” basate sul “culto” del grande schermo con scenografie che illustrano alcuni dei suoi generi principali: come per esempio l’animazione, l’horror, il fantastico, la fantascienza e i melodrammi.
Non manca un tributo al capolavoro del muto italiano “Cabiria” di Giovanni Pastrone. E, comodi sulle chaises longues, si può assistere anche ai montaggi curati da Gianni Amelio con le migliori sequenze di ballo tratte dalle pellicole tricolori. L’ultimo tratto della successiva rampa elicoidale è invece incentrato sul tema “Cinema e televisione” dove, tra cucine anni Cinquanta, un salottino del decennio successivo, una più recente living room e un home cinema dall’aspetto futuribile, spiccano anche tv che cambiano progressivamente forma passando dalla scatola in legno degli albori al plasma in 16/9 di oggi. E se nell’area della “Macchina del cinema” i riflettori si accendono sulle diverse componenti dell’industria della celluloide (gli studi, la regia, gli attori, la sceneggiatura, i costumi…), la galleria dei manifesti ripercorre la storia del cinema nel segno delle produzioni e dei protagonisti più rilevanti. (Marco Fornara)
Cabiria di G. Pastrone
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