Una visita al Cenacolo può essere motivo di disagio: si vorrebbe avere più tempo a disposizione dei 15 minuti concessi, si vorrebbe vedere meno gente intorno, e magari avere la possibilità di avvicinarsi alla fragile quanto straordinaria opera di Leonardo senza il filtro dei vetri di protezione. Disagio legittimo quanto inevitabile. E’ il prezzo da pagare per mantenere al meglio possibile quella pittura nata già malata grazie alla genialità del suo creatore.
Ad ogni modo se si vuole approfittare dell’occasione di entrare nel refettorio milanese di Santa Maria delle Grazie senza pagare il prezzo del biglietto è meglio prenotarsi in tempo, l’iniziativa di Eni infatti vale solo per due venerdì: il 24 febbraio e il 30 marzo. L’ingresso sarà libero dalle 19,30 alle 22.30, ma la prenotazione è obbligatoria allo 02.92800360.
E l’ultima Cena apparirà in tutta la sua triste bellezza di capolavoro assoluto ingiuriato dal tempo, tanto che i famosi restauri del 1999 pur avendo rimosso sporco e pitture successive e aver riportato in luce quanto restava delle stesure originali, non hanno potuto restituire il presso pagato ai suoi cinque secoli di storia. Il Cenacolo, emblema della genialità e al tempo stesso dei limiti di Leonardo, a cui la pittura fu commissionata da Ludovico il Moro nel 1494. Trattandosi di muro il genio avrebbe dovuto realizzarlo con la tecnica dell’affresco, stendendo con velocità e senza incertezze il colore sull’intonaco ancora umido in maniera tale che, asciugandosi, pittura e muro avrebbero fatto tutt’uno. Ma Leonardo non era di questo parere, perfezionista sino all’inverosimile (leggendario il suo costante e ininterrotto lavorio sulla Gioconda), volle sperimentare una pittura a secco che gli consentiva ripensamenti e rimaneggiamenti successivi. L’opera terminò dopo tre anni, ed i primi segni di degrado, accelerati dalla cattiva esposizione del muro, apparvero nell’immediatezza.
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