Con la scomparsa di Renato Dulbecco, la scienza ha perso una delle sue menti più brillanti, un simbolo, un uomo che ha continuato a coltivare la passione della ricerca e della conoscenza fino a quando la malattia glielo ha consentito.
Il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Luigi Nicolais lo ricorda così: “Curioso, rigoroso, ottimista, aperto ai giovani e all’integrazione fra
saperi diversi, era riuscito, soprattutto attraverso il Progetto Genoma, ad avvicinare e a chiarire alla gente il ruolo e la funzione sociale del lavoro dello scienziato. Voglio ricordare con orgoglio e commozione che la sua avventura, professionale e umana, ha vissuto al CNR una tappa fondamentale.
Per Dulbecco – prosegue il Presidente Nicolais – la ricerca scientifica è stata una testimonianza d’amore verso l’umanità, una delle più alte forme di solidarietà. Non si è mai sottratto alle polemiche, neanche a quelle per le possibili strumentalizzazioni del suo operare lungo i delicati e fragili confini di quella che oggi conosciamo come bioetica. È andato coerentemente avanti, portando la sua testimonianza anche in contesti molto diversi da quelli consueti per uno scienziato del suo livello, senza imbarazzo alcuno ma anzi con la semplicità e l’autoironia che contraddistinguono i grandi”.
Tra le imprese scientifiche italiane degli ultimi 150 anni il Progetto Genoma umano del Cnr, sollecitato proprio da Renato Dulbecco ha permeato gran parte della ricerca biologica, fino a coinvolgere vari strati della società civile in un dibattito che durerà per lungo tempo ancora. La mappatura di tutti i geni e il chiarimento dei meccanismi che presiedono al corretto funzionamento del Dna, sono, e saranno sempre più, di grande utilità per la diagnosi e la terapia di malattie ereditarie e di patologie gravi come le neoplasie.
Di seguito pubblichiamo l’intervento del professor Luigi Zecca, direttore dell’istituto di Tecnologie Biomediche del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
<<L’impatto di Renato Dulbecco sulla ricerca biomedica ebbe la sua massima espressione al CNR con il Progetto Genoma. L’idea della costruzione della mappa fisica dei cromosomi e del sequenziamento di tutto il genoma umano fu proposta per la prima volta come tema di discussione nel 1984, a un incontro scientifico con la partecipazione di 20 premi Nobel. Nel 1986, con un editoriale sulla rivista Science, Dulbecco spiega l’importanza di un progetto di ricerca che arrivi alla conoscenza completa dei nostri geni.
Dulbecco viene quindi invitato dal CNR in Italia nel 1987 per dirigere il Progetto Genoma, che inizia sotto la sua guida per poi diventare progetto
internazionale, portato avanti anche da società private. È dunque in Italia e al CNR, per la prima volta al mondo, che viene lanciato il Progetto destinato a mutare le sorti della ricerca e della conoscenza scientifica.
Sebbene il ruolo preciso di molti geni sia ancora da capire, la realizzazione di quest’opera è stata infatti di grandissimo valore dal punto di vista teorico, ma anche di grandissima importanza dal punto di vista applicativo. In Italia il progetto si arresta a metà degli anni ‘90 per l’insufficienza dei finanziamenti, tuttavia il sequenziamento del genoma umano viene completato nel 2001 dal Consorzio Internazionale Human Genome e dalla Celera Genomics di Craig Venter.
Nel 1993 Dulbecco inizia però un nuovo progetto all’interno dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del CNR di Segrate, sullo studio del cancro e del differenziamento delle cellule mammarie, con la stretta collaborazione di Ileana Zucchi. La collaborazione continua con molto entusiasmo fino al 2011, quando Dulbecco e Zucchi dimostrano l’esistenza e le proprietà delle cellule staminali del cancro. Purtroppo, a causa della malattia di Dulbecco, l’attività si interrompe alla fine del 2011.
Scriveva Dulbecco su Scienze: “…la possibilità di avere una visione completa e globale del nostro DNA ci aiuterà a comprendere le influenze genetiche e non genetiche sul nostro sviluppo, la nostra storia come specie e come combattere le malattie genetiche e il cancro”. Questa previsione si è in buona parte realizzata. >>
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