La prima edizione sembra cronaca di ieri. Eppure è già passato un quarto di secolo. Sarà il 25° salone internazionale del libro quello che si terrà dal 10 al 14 maggio a Torino Lingotto. Anni – dal 18 maggio 1988, quando la rassegna inaugurale fu aperta, a oggi – che hanno visto la metamorfosi forse più epocale e profonda che il capoluogo del Piemonte ha conosciuto nella sua storia: da città-fabbrica concentrata sulla produzione di beni materiali a luogo che genera e scambia conoscenza e che ha riscoperto vocazioni come quelle dell’arte, dello spettacolo e del turismo.
Come emergerà dal percorso di avvicinamento all’evento di metà primavera. Il progetto “La città visibile. Torino 1988-2012” proporrà innanzitutto sette incontri (il programma qui) al Circolo dei lettori con ospiti, fra gli altri, i giornalisti Mario Calabresi, Aldo Cazzullo e Oscar Giannino, il regista Dario Argento e il ministro Elsa Fornero. Poi, durante il salone, ecco per esempio la mostra con i 25 oggetti-simbolo della Torino a cavallo fra due millenni: dall’mp3 di Leonardo Chiariglione allo zainetto Invicta e alle cialde Lavazza, dalla torcia olimpica alle Superga tricolori, dal kebab che ha rivoluzionato la geografia alimentare di gran parte della popolazione alle biciclette di ToBike. Come filo conduttore del Salone 2012 sono state scelte le mutazioni indotte dalle tecnologie digitali. Tra computer ultrasottili, tablet e smartphone sempre più potenti e a buon mercato, in grado di garantire una connessione continua, si sta in effetti modificando in modo radicale il modo di scrivere, pubblicare e leggere. Un fenomeno che va al di là del futuro degli e-book o dei destini dell’editoria su carta.
Ne parleranno big di livello mondiale. Due, poi, saranno le nazioni ospiti d’onore: Romania e Spagna. Si spazierà da un festival del cinema del paese est europeo a un concerto di gala del tenore Teodor Ilincai sino agli interventi dell’attore Radu Beligan, del premio Nobel per la letteratura Hertha Müller, e degli scrittori Norman Manea e Mircea Cartarescu. Ecco poi il dialogo tra Umberto Eco e il filosofo Horian Roman-Patapievici. E per quanto riguarda la penisola iberica, con la sua cultura ricca di affinità, intrecci e relazioni con quella italiana, arriveranno Fernando Savater, Javier Cercas, Ildefonso Falcones che si confronterà con un altro autore di fortunati romanzi storici, Jorge Molist, il premiatissimo Antonio Soler, e Carlos Fuentes. (Marco Fornara)
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