Mostre imperdibili. Tutto Chagall a Madrid

Nel 125° anniversario della nascita di Marc Chagall (1887 – 1985), una spettacolare mostra al museo Thyssen Bonemiza e alla Fondazione Caja Madrid rende tributo […]

Nel 125° anniversario della nascita di Marc Chagall (1887 – 1985), una spettacolare mostra al museo Thyssen Bonemiza e alla Fondazione Caja Madrid rende tributo allo straordinario artista che rese visibile l’invisibile (fino al 20 maggio).
www.museothyssen.orgwww.fundacioncajamadrid.com.

Nessuno nella sua generazione ha compiuto una così saggia e libera esplorazione del colore e dell’emozione“, ha scritto con felice sintesi il pittore Alberto Corazón. Il colore, questo il punto di partenza e di arrivo, la chiave per toccare il cuore, il generatore delle emozioni che rende pienezza all’universo di Chagall. Un universo che non chiede spiegazioni, ma partecipazione. Un mondo dove niente è reale ma non importa, lui offre allo sguardo qualcosa di meglio, di indecifrabile ma sempre di straordinaria bellezza. Perché il mondo di Chagall va letto come una favola, e la favola non s’interpreta, si ascolta. Solo così si può vedere volare l’impossibile: il cavallo, il sole, la ragazza col musicista, gli sposi, i mazzi di fiori, le case e le capre …

Chagall nasce sul finire del XIX secolo in una piccola città russa, Vitebsk. Destinato ad essere un contadino modesto, riesce a superare gli ostacoli ed ottenere una borsa di studio  l’ammissione alla scuola della Società Imperiale per la Promozione delle Arti di San Pietroburgo. Ha 19 anni e la determinazione ostinata del contadino, qualità che presto gli permetterà di ottenere un aiuto per andare a Parigi. Qui la sua arte sboccia, qui migliaia di miglia lontano da casa, paradossalmente, quel mondo che aveva imparato a vedere da bambino diventa – sulla tela – un mondo possibile.  Chagall trova a Parigi il luogo per far crescere la sua arte, ed il sostegno di entusiasti estimatori: Cendrars, Apollinaire, Max Jacobs, Léger finiscono per diventare i suoi sponsor. Espone ogni anno al Salone d’Autunno e a Berlino gli organizzano una grande mostra alla galleria Der Sturm.

Ma quando in Russia la rivoluzione bolscevica trionfa, Chagall sente di avere un impegno col suo popolo. Torna a San Pietroburgo e si arruola nell’esercito, poi ritorna al suo villaggio, sposa Bella e subito dopo viene nominato Commissario delle Belle Arti. Fonda l’Accademia e invita come insegnanti Lissitsky e Malevich. Lui intanto insegna disegno nelle colonie per gli orfani di guerra. Il disegno è il modo di “aprire la porta” al colore, spiega ai ragazzi, colore che è la materia “dello spirituale“. Ma deluso dall’evolversi della situazione politica Chagall decide di tornare a Parigi, dov’è in corso un’altra rivoluzione, quella delle arti.  Combinando elementi dell’avanguardia cubista, del fauvismo dell’orfismo di Robert Delaunay, Chagall crea uno stile personale difficile da classificare, eppure è aperto sino alla fine a nuove sperimentazioni tecniche cimentandosi, da lavoratore instancabile, con la scultura, la ceramica, il vetro e facendo comunque di tutta la sua vasta produzione un unico, struggente, poema.

 

A 35 anni, Marc lascia la Russia per non farvi più ritorno, morirà a 98 anni dipingendo per tutta la vita quello sperduto villaggio dov’era stato ragazzo. Ogni suo quadro diventa una sorta di tessera dell’immenso mosaico che la sua memoria realizza.  E non importa dove vivrà, se a Parigi, a New York, in Palestina, nel Messico e ancora in Grecia, a Chicago o sulla Costa Azzurra, dove si stabilirà definitivamente a 80 anni: le persone, i paesaggi, le lingue, persino la durezza della vita non si rispecchiano nei suoi dipinti ma piuttosto vengono assorbite nella sua storia senza tempo, in quei sogni sfuggenti dove tutto appare terribilmente chiaro ma senza spiegazione.

 

LA MOSTRA – Più di 150 opere provenienti da collezioni e istituzioni pubbliche e private di tutto il mondo consentono di tracciare l’intera carriera di uno degli artisti più importanti del ventesimo secolo. Il MoMA e il Guggenheim di New York, la Kunsthaus di Zurigo, il Kunstmuseum di Berna, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, il Tel Aviv Museum of Art, la Tate Modern di Londra, … un totale di venti musei in tutto il mondo si sono resi parte in causa, accanto a un gran numero di collezioni private. Solo dal Centre Pompidou di Parigi, arrivano nove opere, diverse anche dalla famiglia dell’artista, che ha contribuito al progetto con un prestito molto generoso. Il risultato è una vasta e completa parata di capolavori messa assieme dal curatore Jean-Louis Prat, presidente del Comitato Chagall, e che rende questa mostra un evento artistico di prim’ordine e difficile da ripetere.

 

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