Daniele Liotti, brigante per Raiuno

Dopo la fiction che ha trasformato Anita Garibaldi in un’eroina da telenovela ci aspettiamo che RaiUno ripaghi il maltolto all’epopea risorgimentale con un po’ di [...]

Dopo la fiction che ha trasformato Anita Garibaldi in un’eroina da telenovela ci aspettiamo che RaiUno ripaghi il maltolto all’epopea risorgimentale con un po’ di qualità. La riscossa – si spera – potrebbe arrivare  domenica e lunedì in prima serata, con “Il Generale dei briganti“, mini serie firmata Raifiction ed Ellemme Group per la regia di Paolo Poeti, che firma anche il soggetto con Antonio Ferraro e la sceneggiatura con Giovanna Koch. Protagonista Daniele Liotti, affiancato da Raffaella Rea, Danilo Brugia, Christiane Filangieri e Massimo Dapporto.

E’ una delle rare volte in cui la televisione apre uno squarcio di luce sul fenomeno del brigantaggio, momento controverso e affossato della storia patria, e che molto sangue costò a popolazioni inermi. Al centro delle vicende due personaggi campali: Garibaldi e Carmine Crocco, questi archetipo stesso del brigante risorgimentale. Un eroe popolare o solo un criminale, certo, un uomo dal coraggio leonino e animato da un grande spirito di libertà e, a modo suo, di giustizia. La vicenda di Crocco nella fiction è ampiamente romanzata, viene aggiunta ad esempio una fidanzata (Raffaella rea) di cui nella Storia non v’è traccia, ma se è funzionale alla narrazione ben venga, tanto più che, come spiegato da Liotti, l’operazione ha cercato di mettere in scena semplicemente un uomo “un brigante sui generis perché sa leggere e scrivere, che ha il desiderio di restituire dignità umana a quei contadini ai quali era stata tolta, mettendosi contro tutto e tutti“.

LA STORIA : Il caporale Carmine Crocco è un pastore lucano arruolatosi nell’esercito borbonico per sfuggire alla fame. Per sposare l’amata si sottrae all’obbligo militare, spostandosi da Napoli a Rionero in Vulture, ma quando torna a casa trova la sorella Rosina sfregiata. Uno spasimante respinto è l’autore del ferimento che spingerà Carmine a farsi giustizia. Ma non sa che si tratta del figlio del conte Guarino, un potente della zona che già in passato aveva recato dolore alla sua famiglia. per evitare ritorsioni e la condanna a morte si dà alla macchia, dando il via alla sua leggenda di brigante.

Nel 1860, Carmine passerà coi democratici aiutando i garibaldini a liberare la Basilicata in cambio di una promessa di libertà. promessa non mantenuta, Carmine finirà in carcere, una volta fuori, davanti alle misere condizioni di vita della sua gente, resa ancora più povera dalla politica savoiarda, mentre le classi più agiate, opportunisticamente passate alla causa italiana non hanno perso gli antichi privilegi, Carmine Crocco diventerà sostenitore della causa legittimista di Francesco II. seguono anni di battaglie e vita clandestina che alimenteranno la sua leggenda.  Tradito e arrestato, finirà i suoi giorni nel bagno penale di Portoferraio.    

                 

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