Escort al potere. Teodora di Bisanzio, da squillo a imperatrice

Fare riferimento oggigiorno a escort et similia, soprattutto se messe in relazione a scomodi ed imbarazzanti questioni venutesi a creare con ex capi di governo, […]

Fare riferimento oggigiorno a escort et similia, soprattutto se messe in relazione a scomodi ed imbarazzanti questioni venutesi a creare con ex capi di governo, rischia di essere un’operazione ormai inutile e superata dall’attualità.

Pratiche e relazioni comunque esecrabili, soprattutto per l’etica e la morale corrente, eppure non si è certamente inventato nulla nel XXI secolo. Infatti, le relazioni tra le cosiddette escort con illustri ed illuminati uomini di potere affondano le radici in epoche storiche molto lontane dal nostro presente.

Un esempio celebre ci è stato fornito da una delle grandi protagoniste dell’Impero bizantino in Italia: l’imperatrice Teodora, raffigurata nel celebre mosaico di Ravenna, la quale, partita molto “dal basso” riuscì in una scalata clamorosa: assurgere al trono di Bisanzio nel VI secolo d.C., inaugurando così una diarchia con l’imperatore Giustiniano. Bella carriera, non c’è che dire.

 

Secondo la testimonianza di Procopio di Cesarea (500 ca – 565 d.C.), storico contemporaneo a Teodora, la futura regina sarebbe stata iniziata al mestiere più antico del mondo fin dalla giovane età, e si servì del suo corpo per passare dallo strato sociale in cui era nata agli ambienti dei funzionari di corte, fino al punto di sedurre lo stesso Giustiniano.

Non v’è motivo di porre in dubbio questa preziosa fonte storica, la cui precisione deriva dall’osservazione diretta dei fatti. E già alla metà del Settecento, Montesquieu scrisse, in riferimento a Teodora, «Con lei la prostituzione è salita al trono», e da lì a poco lo storico Gibbon confermò che «Sul mestiere svolto da Teodora nella prima giovinezza Procopio fornisce dettagli di una precisione tale da non poterli né equivocare né ritenere inventati».

In seguito alla traduzione dell’opera di Procopio in Francia, il commediografo Victorien Sardou mise in scena una pièce teatrale ispirata al personaggio di Teodora, di cui vestì i panni l’altrettanto storica attrice Sarah Bernhardt (foto a lato), incarnando pienamente lo stereotipo della femme fatale.

Nonostante lo strepitoso successo, la rappresentazione scatenò le ire dei bizantinisti (intrisi di moralismo), e contribuì, suo malgrado, a rafforzare la percezione distorta che si ebbe ad inizio Novecento su Bisanzio, ossia quella di una corte ad esclusivo appannaggio di intrighi femminili o effeminati, da cui il senso spregiativo che tutt’oggi si attribuisce all’aggettivo “bizantino”.

Ma la Storia ci ha insegnato ben altro, anche da questa vicenda. Teodora incarnò un potere femminile tipicamente bizantino che ebbe proprio nella “escort-regina” la sua principale esponente. Il suo esercizio si rivelò efficace, a tratti perfino geniale, ed ebbe un peso politico fondamentale nella storia dell’Occidente, inaugurando una lunga scia di imperatrici che si rivelarono altrettanto potenti ed influenti lungo l’intero arco del Millennio bizantino.

Il tutto in barba ad una tradizione letteraria maschile contemporanea dell’epoca, intenta a presentare questo potere al femminile come crudele, sanguinario e a fosche tinte erotiche, dimostratosi al contrario, nella realtà dei fatti, spregiudicato e fortemente realistico.  (Matteo Trucco)

Teodora, nel celbre moscaico della chiesa di San Vitale, a Ravenna

 

L'attrice Jennie Churchill nel ruolo di Teodora (1897)

 

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