Oggi protesta dei grandi della Rete contro la legge anti-pirateria che il Congresso USA s’appresta a votare, legge che, ricordiamo, potrebbe risolversi con una generale censura di tutti i siti accusati d’aver violato, anche indirettamente, il diritto d’autore (qui per approfondire).
Wikipedia Usa sceglie la serrata, 24 ore di silenzio che interesseranno i cento milioni d’utenti che negli States quotidianamente consultano le sue pagine. Dal sito italiano dell’enciclopedia libera, che nello scorso ottobre adoperò la stessa forma di protesta contro la legge bavaglio che l’allora governo Berlusconi s’apprestava a varare, un messaggio di solidarietà: “Condividiamo con i nostri colleghi di lingua inglese le preoccupazioni sul pericolo che l’approvazione di tali leggi da parte del Governo statunitense potrebbe comportare per la libertà del Web in generale, e per Wikipedia in particolare, e desideriamo unire la nostra voce al coro di chi chiede che il Web stesso possa rimanere libero da censure e limitazioni, e non essere influenzato da leggi, decise da pochi, che cerchino di arginare questa libertà“.
Google Us sulla pagina iniziale scrive: “Diciamo al Congresso: per favore non censurare il Web“, un link rimanda ad una pagina di spiegazioni e ad un form per la raccolta firma, vi si legge tra l’altro: “La lotta alla pirateria online è importante. Il modo più efficace per chiudere i siti pirata è attraverso una legislazione mirata che taglia fuori il loro finanziamento. Non c’è bisogno di censurare social network, blog e motori di ricerca in Internet o minare le leggi esistenti che hanno permesso al Web di prosperare, creando milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti“. E la mobilitazione continua…
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