Concordia. Il naufragio, il “romanzo”

Lo spread? Il declassamento del fondo salva stati? Le agenzie di rating che giocano sulla nostra pelle? Per favore, no, oggi no. C’è ancora la [...]

Lo spread? Il declassamento del fondo salva stati? Le agenzie di rating che giocano sulla nostra pelle? Per favore, no, oggi no. C’è ancora la Concordia in tv. La cronaca interminabile di un’agonia che si consuma a pochi metri dalle coste del Giglio, il gigante spiaggiato col ventre ferito, il suo scricchiolare, il mistero delle vite che potrebbe portare con sé in fondo al mare se, da un momento all’altro, quella base di roccia sulla quale è adagiato dovesse cedere. E poi le tonnellate di carburante che, come un’ultima vendetta, la “bestia” morente potrebbe rilasciare. E mentre negli occhi  passano mille storie personali: le testimonianze, gli assenti, le bugie del comandante, l’eroismo del commissario di bordo e quello “normale” dei vigili del fuoco , l’ultimo triste romanzo popolare è servito.

Ci racconta che le leggi del mare sono diventate ormai una romantica evocazione letteraria e che in questo catino che chiamiamo Mediterraneo, solcato ogni giorno da migliaia di imbarcazioni turistiche e commerciali, rischiamo di non trovare più alcuna distanza tra un capitano dalla candida divisa e lo scafista che lascia al largo di Lampedusa il destino di centinaia di vite.

Peccato che questi morti non abbiano mai fatto rumore. (AD)

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