Ai Weiwei, l’arte del coraggio. E una mostra imperdibile a Parigi

Perseguitato in patria, osannato nel mondo. Parliamo di Ai Weiwei, l’artista che ArtReviews ha eletto nel 2011 il più influente del pianeta, ed al quale [...]

Perseguitato in patria, osannato nel mondo. Parliamo di Ai Weiwei, l’artista che ArtReviews ha eletto nel 2011 il più influente del pianeta, ed al quale sono dedicate numerose mostre in tutto il mondo. Da Washington a New York, a Los Angeles, passando per Vienna, Berlino, Londra arriva l’omaggio all’artista che conosce la forza dell’ironia e la potenza dell’arte come critica sociale e per questo risulta scomodo, molto scomodo, a Pechino.  Arrestato il 3 aprile 2011 dalle autorità cinesi a causa della sua attività politica, rilasciato su cauzione il 22 giugno, 2011 ad Ai Weiwei è ancora oggi proibito di lasciare il paese.

In attesa che anche in Italia, prima o poi, qualcuno si decida a rendere il giusto tributo al coraggioso artista, a Parigi il Jeu de Paume (www.jeudepaume.org) prepara “Interlacing” la mostra più ampia che mai sia stata dedicata alle fotografie e ai video di Weiwei ( dal 21 febbraio al 29 aprile).

Ai Weiwei il comunicatore, l’artista che documenta e analizza la realtà in un “intreccio” che usa molti canali. Ai Weiwei cominciò ad usare la fotografia nei suoi ultimi anni a New York, ma fu soprattutto dal suo ritorno a Pechino, nel ’93, che  ha incessantemente documentato la realtà quotidiana urbana e sociale della Cina discutendone negli ultimi anni anche sui blog e via Twitter. Le sue sono fotografie che parlano di una radicale trasformazione urbana, dalla ricerca delle vittime del terremoto alla distruzione del suo studio di Shanghai, scatti a volte presi con un semplice telefono cellulare e capaci di diventare progetti artistici. Ai Weiwei il concettuale, l’artista della critica sociale dedito a creazioni d’attrito.  Architetto, scultore, fotografo, blogger, twitterer, è un osservatore sensibile che porta la vita nell’arte e l’arte nella vita. Questa prima grande mostra della sua fotografia (abbinata al progetto di un libro), si concentra sulla diversità, la complessità e la connessione ricercate da Weiwei attraverso  l’”intreccio” e il “networking” con centinaia di fotografie, blog, e saggi esplicativi.

Nato nel 1957, figlio del poeta Ai Qing, dopo gli studi presso la Beijing Film Academy Ai Weiwei ha co-fonda nel 1978, il collettivo di artisti Le Stelle, gruppo che respinge il realismo sociale e sostiene l’individualismo artistico e la sperimentazione. Nel 1981 il suo trasferimento negli Stati Uniti e nel 1983 a New York, dove studia alla Parsons School for Design nel corso del pittore Sean Scully. A New York scopre artisti come Allen Ginsberg, Jasper Johns, Andy Warhol, e, soprattutto, Marcel Duchamp. Duchamp è la sua folgorazione e ne fa proprio il concetto di arte come parte della vita. In questo momento, Ai Weiwei produce il suo primo ready-made e migliaia di fotografie che documentano la sua vita e gli amici della comunità cinese a New York. Ma con la malattia del padre, incurante del pericolo di finire arrestato, nel 1993 torna a Pechino. Nel 1997 è tra i fondatori dell’archivio d’Arte della Cina & Magazzino (CAAW), è da allora che comincia ad interagire con l’architettura. Nel 2003 assieme agli architetti svizzeri Herzog & de Meuron, disegna il nuovo stadio olimpico, il famoso Nido d’uccello, diventato poi uno dei simboli della capitale. Nel 2007, in occasione di Documenta, 1001 visitatori cinesi si recano su sua istigazione a Kassel dov’è esposta la sua installazione Fairytale. E’ cinese il pubblico più amato da Ai Weiwei, ma in patria nessuno può sperare di visitare una sua mostra, né nel 2010 i cinesi hanno potuto meravigliarsi assieme al mondo davanti al grande tappeto di cento milioni di semi di porcellana dipinti a mano esposto alla Tate Modern.

Ai Weiwei con la rockstar Zuoxiao Zuzhou nell’ascensore, piazzati in guardia dalla polizia di Sichuan, Cina agosto 2009 © Ai Weiwei

Immagine dal blog © Ai Weiwei

Terremoto Sichuan 2008-2010 Ai Weiwei Tirage C-print. © Ai Weiwei

Studio di prospettiva Tiananmen 1995-2003 Ai Weiwei Tirage n&b © Ai Weiwei

Studio di prospettiva Tour Eiffel 1995-2003 Ai Weiwei Tirage n&b © Ai Weiwei

Portraits de conte de fées 2007 Ai Weiwei Tirage C-print. © Ai Weiwei

Portraits de conte de fées 2007 Ai Weiwei Tirage C-print. © Ai Weiwei

Stadio olimpico Pechino 2005-2008 Ai Weiwei Tirage C-print. © Ai Weiwei

Stadio olimpico Pechino 2005-2008 Ai Weiwei Tirage C-print. © Ai Weiwei

Paesaggio provvisorio 2002-2005 Ai Weiwei Tirage couleur. © Ai Weiwei

Gu Changwei, Capodanno cinese su Mott Street 1989 Série fotografie newyorchesi, 1983-1993 Ai Weiwei Tirage C-print. © Ai Weiwei

Specchio, 1987 Série fotografie newyorchesi, 1983-1993 Ai Weiwei Tirage C-print. © Ai Weiwei

Terremoto Sichuan 2008-2010 Ai Weiwei Tirage C-print. © Ai Weiwei

© Ai Weiwei

Giugno 1994, Ai Weiwei Tirage n&b. © Ai Weiwei

 

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