Mai nessuno in Germania, prima del 9 luglio 1951, aveva nuotato i cento metri stile libero in meno di un minuto. Ci riuscì, quel giorno, Carlo Pedersoli. L’allora 21enne atleta pochi anni più tardi divenne famoso in tutto il mondo come Bud Spencer. A cui recentemente è stata intitolata la piscina di Schwäbisch Gmünd, l’impianto teatro di quell’impresa realizzata nell’ambito di un incontro bilaterale fra l’Italia e la nazionale tedesca.
E’ un Comune di oltre sessantamila abitanti nella regione del Baden-Württemberg, a una cinquantina di chilometri da Stoccarda. L’attore napoletano è amatissimo anche in questa nazione tanto che nel 1979 vi ha ricevuto il premio Jupiter come star più amata e nel 2009 ha preso parte alla produzione “Tesoro, sono un killer”. E’ stato lo scorso luglio che l’amministrazione municipale di questa località aveva indetto, via Facebook, una sorta di concorso per individuare il modo migliore per rendergli omaggio. La maggioranza optò per dedicargli un tunnel, ma alla fine la scelta è caduta sulla struttura da sempre conosciuta come “Schiesstal” e che ha assunto la denominazione “Bud Spencer Bad”. Un particolare curioso: sessant’anni fa dopo la vittoria, inciampò nella successiva staffetta. Venne staccato di oltre dieci metri da Herbert Klein. A Schwäbisch sono tutti convinti che “Piedone” (uno dei suoi più famosi personaggi) scese in acqua “distratto” dal fascino di una bella ragazza della zona, di professione panettiera, conosciuta alla vigilia della competizione.
Al di là dell’aneddoto piccante, questo riconoscimento è l’ulteriore conferma della sua popolarità anche fuori dai confini dello Stivale. Bud Spencer (tributo dell’artista a Spencer Tracy e alla birra Bud) ha girato 17 film da protagonista in coppia con Terence Hill, con cui nel 2010 ha ricevuto il “David di Donatello” alla carriera. Un “viaggio” dagli spaghetti western (il primo fu “Dio perdona… io no!”) a quelli pieni di innocue scazzottate (un esempio per tutti: “Altrimenti ci arrabbiamo”). Il suo esordio sul grande schermo era avvenuto nel kolossal hollywoodiano “Quo vadis” in cui impersonò una guardia dell’impero romano. E come atleta è stato più volte campione tricolore, oltre ad aver partecipato a due Olimpiadi (Helsinki 1952 e Melbourne ’56). Ha anche giocato a pallanuoto, nel ruolo di centroboa, con la Lazio e con la selezione azzurra vincendo la medaglia d’oro ai “Giochi del Mediterraneo” di Barcellona ’55. (Marco Fornara)
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