Si pensa alle Folies Bergère e subito vengono in mente ragazze più o meno svestite. Ma il famoso locale, che si avvia verso il secolo e mezzo di vita, è stato, ed è, anche molto altro. Come testimonierà la mostra “Aux Folies Bergère. Il music-hall parigino e i suoi dei” che, inedita sia in Francia che in Italia, sarà visitabile sino al 2 febbraio nella sala Santa Rita di Roma. A curarla è Cesare Nissirio.
Questo tempio dello spettacolo rappresenta nell’immaginario collettivo l’emblema della vita notturna della Ville Lumière. Verranno esposte le immagini dei 142 anni di questo teatro che dalla sua fondazione, nel 1869, ai giorni nostri, ha visto transitare fra le proprie mura il meglio a livello internazionale. Dapprima ha accolto balletti, pantomime, commedie leggere, canzoni e numeri circensi, e poi, dalla fine dell’Ottocento, si è consacrato alla rivista. Nella città eterna si potrà ammirare una coloratissima carrellata di illustrazioni, manifesti, foto, programmi di sala, bozzetti, disegni originali di scene e costumi, filmati, spartiti e dischi, e persino lembi della moquette degli anni Trenta, tutti riuniti in un fondo proveniente dalle stesse Folies Bergère appena acquisito dal Museo Parigino a Roma. Saranno così raccontati i momenti salienti di un’attività artistica d’eccellenza, soffermandosi in particolare su coloro che ne hanno scritto le pagine più importanti. Dive come la Bella Otero, la “divina” Cléo de Mérode, Lina Cavalieri, considerata all’epoca la donna più affascinante del mondo, e la mitica danzatrice Loie Fuller. E poi, durante il ventesimo secolo, Mistinguett, Joséphine Baker, Zizi Jeanmaire, Micheline Roiné, Chelo Alonso e Yvonne Menard. Ma altrettanto celebri sono stati gli interpreti maschili: Maurice Chevalier, Charlie Chaplin, Fernandel (che poi indossò i panni di don Camillo), Charles Trenet e Stan Laurel (del duo comico Stanlio & Ollio).
Senza dubbio questo è un luogo che ha anche saputo ispirare i cartellonisti e i pittori più affermati: Jules Chéret, Henri de Toulouse-Lautrec, Paul Berthon, Georges Meunier e Daniel de Losques, per citare alcuni dei più rappresentativi, hanno reso uno straordinario sostegno alla fama del locale e dei suoi artisti, lasciando traccia anche nelle generazioni successive di illustratori come Charles Kiffer, Charles Gesmar e Michel Gyarmarthy. E da mercoledì al 2 febbraio al Centro di studi italo-francesi di Roma si potrà parallelamente vedere una selezione di manifesti, affiches pubblicitarie e fotografie della storia recente delle Folies Bergère. (Marco Fornara)
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