I misteri del Nobel ’61. Moravia escluso: “noioso” e Tolkien di “serie b”

L’opera di Alberto Moravia? Pervasa da una “generale monotonia” e l’epopea del Signore degli Anelli di Tolkien? “letteratura di seconda classe”, no, non sono le [...]

L’opera di Alberto Moravia? Pervasa da una “generale monotonia” e l’epopea del Signore degli Anelli di Tolkien? “letteratura di seconda classe”, no, non sono le sentenze di un critico dalla vena acida, ma le motivazioni con le quali la giuria del Premio Nobel, 50 anni fa respinse alcuni grandi nomi delle letteratura mondiale passati al suo vaglio.   E’ quanto emerge da alcuni documenti resi noti nei giorni scorsi e riportati dalla giornalista svedese Andrea Ekström sul quotidiano Sydsvenska Dagbladet.

Le misteriose deliberazioni dell’Accademia reale svedese non vengono infatti rivelate prima che sia trascorso mezzo secolo, dunque solo oggi è possibile sapere  cosa è accaduto in quel lontano 1961 quando la commissione stabilì che nomi poi diventati pietre miliari della letteratura mondiale non fossero degni del  Nobel; stelle del calibro, tra gli altri, di Lawrence Durrell, Graham Greene, J. R. R. Tolkien, Robert Frost, Edward Morgan Foster. Il premio andò allo jugoslavo (oggi sarebbe bosniaco) Ivo Andric per  “la forza epica con la quale rappresenta problemi e destini umani tratti dalla storia del suo paese“. Per poco il Nobel non fu assegnato a Graham Greene, che 11 anni prima aveva pubblicato Il terzo uomo, secondo nelle scelte; mentre terza nelle preferenze si collocò la danese Karen Blixen, autrice di La mia Africa.

Si potrà essere d’accordo o meno con le deliberazioni degli accademici svedesi, ma la cosa che stupisce sono i toni che segnano i respingimenti, al limite del disprezzo. E così mentre la prosa di John Ronald Reuel Tolkien non era per i giurati “in alcun modo, al culmine della più alta qualità mondiale” (il Signore degli Anelli era già stato pubblicato, nel 1954) Lawrence Durrell, autore di The Alexandria Quartet, fu liquidato come di “dubbio gusto” per le sue “preoccupazioni monomaniacali con complicazioni erotiche”; il poeta americano Robert Frost, che allora aveva 86 anni  fu invece scartato per l’età avanzata, il che rappresentava “un ostacolo fondamentale”.

 

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