Un museo alla settimana. La Galleria nazionale dell’Umbria

Piace anche in versione “by night” la Galleria nazionale dell’Umbria. Oltre cinquemila sono stati, nel 2011, i visitatori in occasione delle aperture serali, cadenzate nel [...]

Piace anche in versione “by night” la Galleria nazionale dell’Umbria. Oltre cinquemila sono stati, nel 2011, i visitatori in occasione delle aperture serali, cadenzate nel corso dell’anno, del museo di Perugia, una delle raccolte più ricche d’Italia  (www.gallerianazionaleumbria.it/).

 

Al suo interno sono conservati numerosi capolavori del Medioevo e del Rinascimento firmati, fra gli altri, dal Beato Angelico e da Piero della Francesca: del primo è il polittico di san Domenico, la spettacolare pala di Perugia (foto in basso)e del secondo il polittico di sant’Antonio; senza dimenticare, per fare qualche altro esempio, Duccio di Buoninsegna, Nicola e Giovanni Pisano, Benozzo Gozzoli con la pala della Sapienza Nuova, e Gentile da Fabriano con la tempera su tavola Madonna in trono col Bambino e angeli.

 

Il nucleo originario delle opere, legato all’Accademia del disegno, è stato sensibilmente ampliato nella seconda metà dell’Ottocento in coincidenza della soppressione delle corporazioni religiose e la conseguente demanializzazione dei beni artistici ecclesiastici. E’stato nel 1918 che lo Stato ha acquisito la collezione ospitata dal palazzo dei Priori, uno dei maggiori esempi di architettura civile gotica. L’attuale percorso espositivo, inaugurato nel dicembre del 2006, è basato su una rigorosa sequenza cronologica e interessa una superficie di quattromila metri quadrati suddivisi su due livelli. Al secondo piano i riflettori sono accesi sul periodo compreso fra il Cinquecento e l”800, e al terzo, invece, ci si concentra fra ‘200 e secolo XV spaziando dalle cinque sculture in marmo di Carrara, eseguite da Arnolfo di Cambio per la fontana degli assetati, alle realizzazioni del Maestro di san Francesco, la personalità che dominava il panorama di questa regione prima dell’avvento di Giotto. Un ampio spazio è riservato ai pittori umbri, a cominciare dal Perugino e dal Pinturicchio e dai loro allievi. Di Pietro Vannucci sono presenti dipinti sia della gioventù come un’adorazione dei Magi e una Pietà, che della maturità: dalla pala Signorelli al polittico di sant’Agostino. E di Bernardino di Betti si può ammirare l’imponente pala di Santa Maria dei Fossi di fine ’400, mentre di Benedetto Bonfigli, tra i primi ad aderire al linguaggio rinascimentale, ecco la bellissima Annunciazione dei Notai. Non mancano, poi, delle sezioni monografiche dedicate ai tessuti, come le celebri tovaglie perugine, agli avori e all’oreficeria senese, fra cui il calice di papa Benedetto XI. E inoltre spazio per le ceramiche, comprese le mattonelle pavimentali quattro e cinquecentesche, per la grafica antica, per la topografia perugina dell”800, e per diversi disegni tra i quali un prezioso studio a sanguigna di Federico Barocci.

 

Da ultimo ma non per ultimo, durente l’estate la Gelleria sarà protagonista, assieme ad altre sedi espositive umbre di una rassegna monografica dedicata a Luca Signorelli e curata da Francesco Federico Mancini con Vittoria Garibaldi e Tom Henry.  (Marco Fornara)

 

Beato Angelico, la pala di Perugia

Perugino

 

Perugino, l'Adorazione dei Magi

 

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