A 74 anni David Hockney il pittore inglese convertito all’iPad e all’iPhone è entrato nell’esclusivo club dei membri dell’Ordine al Merito britannico. Ma i riconoscimenti per questa icona della pop art dall’aspetto del tranquillo gentiluomo di campagna non sono finiti. Dal 21 gennaio alla Royal Academy of Arts (www.royalacademy.org.uk) è in programma la più grande mostra mai dedicatagli nel Regno Unito. Titolo; David Hockney : a bigger picture, un percorso in 50 anni di lavoro attraverso 151 opere, lavori giganti creati appositamente per la mostra e dedicati il tema del paesaggio e delle stagioni nel suo nativo Yorkshire, nel Nord dell’Inghilterra, ma anche le opere ispirate agli antichi maestri e, ovviamente, quelle realizzate con l’iPad.
“Non mi curo di essere il più grande pittore vivente”, ha recentemente dichiarato Hockney al Times eppure l’onore che gli ha appena concesso Sua Maestà questo conferma. Esclusività è un eufemismo per definire l’Ordine al Merito britannico, circolo che conta solo 24 membri, tra cui l’ex primo ministro Margaret Thatcher e il co-inventore del World Wide Web, Tim Berners-Lee. Un posto s’era reso libero con la morte del pittore Lucian Freud, nel mese di luglio, Hockney ne ha preso idealmente il testimone.
Il “dandy dell’arte del dopoguerra” è approdato all’uso delle tecnologie digitali solo un paio di anni fa diventando in breve un grande fan dell’iPhone e quindi dell’iPad. Lo schermo piatto ha sostituito il suo taccuino dandogli una seconda giovinezza, nuovi impulsi alla sua ricerca d’arte: “I miei disegni su iPad con un dito e una penna hanno una qualità propria speciale […] è un po’ come dipingere, ma sulla carta. Sembrano vernici all’acqua, ma il colore è più denso “.
Nel 2010, la Fondation Pierre Bergé di Parigi aveva dedicato a queste opere una mostra di gran successo (leggi articolo) esperienza che dimostra come Hockney si rinnovi costantemente tanto da sfuggire, oggi, ad ogni tentativo di categorizzazione.
La mostra ben evidenzia il cammino di Hockney. Ci sono i paesaggi della terra natale ripresi nel XXI secolo come ritorno alle origini; ci sono i paesaggi americani degli anni ’60, che lo proiettarono nell’empireo della pop art britannica, le sperimentazioni coi collages ma pure i disegni, i lavori digitali e nuovi filmati. Una sferzata di energia creativa, una lezione di freschezza, in arrivo da un settantaquattrenne.

The Road Across the Wolds, 1997. Oil on canvas. Private Collection. © David Hockney. Photo: Steve Oliver.

Woldgate Woods, 21, 23 & 29 November 2006, 2006. Oil on 6 canvases. Courtesy of the Artist. © David Hockney. Photo: Richard Schmidt.

The Big Hawthorne, 2008. Oil on 9 canvases. Courtesy of the Artist. © David Hockney. Photo: Richard Schmidt.

A Closer Winter Tunnel, February - March, 2006. Oil on 6 canvases. Collection Art Gallery of New South Wales. © David Hockney / Collection of Art Gallery of New South Wales, Sydney. Photo: Richard Schmidt.
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