Samoa, quel paradiso senza un venerdì

Per i 193mila samoani questa giornata non esiste. Il loro calendario è passato direttamente dal 29 dicembre del 2011 al 31, e per primi nel [...]

Per i 193mila samoani questa giornata non esiste. Il loro calendario è passato direttamente dal 29 dicembre del 2011 al 31, e per primi nel mondo saluteranno l’anno nuovo. Nessuno spostamento dell’asse terrestre, tranquilli, si tratta “solo” di una faccenda politica, che per quanto possa sembrare curiosa in realtà manifesta un dato storico: la perdita d’influenza degli Stati Uniti a tutto vantaggio della Cina. Ma andiamo con ordine.    Il governo delle isole Samoa, paradiso terrestre collocato nel bel mezzo dell’oceano Pacifico era ha deciso di spostare la linea immaginaria del cambio data per avvicinarsi un po’ di più a Pechino. Quando il percorso della linea del cambio data fu definito nel 1884, le Samoa si trovavano sul lato orientale. Otto anni più tardi, scelsero di passare sul lato ovest per facilitare gli scambi con la più grande potenza sulla terra. In questo modo mentre da loro il giorno finiva e quello nuovo cominciava, a Est – tempo qualche ora – cominciava quello ancora successivo.  Quella posizione faceva perdere ai samoani due giorni di negoziati con l’Australia, la Nuova Zelanda e la Cina, tempo “sprecato” alla luce dei nuovi equilibri internazionali, meglio saltare la barriera – seppure immaginaria – e salutare il nuovo giorno tre ore prima degli australiani,  ma inevitabilmente lo spostamento (il fuso orario è passato da – 11 a + 13 rispetto al GMT) ha finito per cancellare dal calendario delle Samoa la giornata di oggi.

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