Mentre il cinema ci propone un Capodanno a New York alla maniera sdolcinata di Garry Marshall, al crocevia del mondo – leggasi Times Square – la Times Square Alliance e la Countdown Entertainment lavorano da mesi per mettere a punto al festa più grande dell’anno, quella che richiamerà un miliardo di ospiti da tutto il mondo (potere dello streaming e del webcasting) e un milione di persone dal vivo per uno show tutto canzoni, marketing e auguri a procedere il rituale ormai ultracentenario: la discesa, a mezzanotte, della sfera luminosa, “the ball drop”.
Pitbull, Hot Chelle Rae, Lady Gaga e Justin Bieber sul palco del “Dick Clark’s New Year’s Rockin’ Eve with Ryan Seacrest 2012″, lo spettacolo trasmesso in diretta da ABC e in streaming su una molteplicità di piattaforme che sarebbe come dire, essere a New York senza esserci. Sei ore e mezza di diretta (si parte alle 18 ora locale) aperta al mondo e al web (questi gli indirizzi per saperne di più: www.timessquarenyc.org ; www.livestream.com/2012 ; www.timessquareball.net/getwebcast) e poi, per il secondo anno il ritorno delle app gratuite per iPhone e Android, che l’anno scorso sono state scaricate in 163 paesi diversi. Fotografie, il live senza pubblicità da Times Square, il conto alla rovescia personalizzato col proprio fuso orario, la possibilità d’inviare biglietti d’auguri personalizzati ad amici e parenti su Facebook, Twitter e via email alcune delle caratteristiche offerte. (http://timessquareball.net/app/)

LA PALLA
La palla e la sua discesa nella piazza come momento culminante della festa è una sfera geodetica, di 12 piedi di diametro e dal peso di circa cinque quintali e mezzo. E’ ricoperta da 2.688 triangoli di cristallo. Di questi 288 sono stati inclusi l’anno scorso e recano incisa la scritta “Let There Be Love” (lasciate che ci sia amore) assieme ad una cascata di cuori , 288 triangoli sono del 2010 e portano scritto “Let There Be Courage” (lasciate che ci sia coraggio); su 864 di essi è stato scritto “Let There Be Joy” (lasciate che vi sia gioia) mentre sui rimanenti 960 permane l’originale “Let There Be Light” (lasciate che vi sia luce) col design di una raggiera stilizzata.
E dietro i cristalli 672 moduli led fissati al tealio in alluminio, in tutto 32.256 luci rosse, blu, verdi e bianche, capaci di produrre una tavolozza di oltre 16 milioni di colori in uno spettacolare caleidoscopio. Sembrano passati anni luce da quando, nel 1907, fu abbassata la prima sfera, era di ferro e legno ed era ricoperta da cento lampadine. Negli ultimi 102 anni ne sono state cambiate sette versioni; nel 2007 i led hanno sostituito le lampadine del passato e nel 2008, la sfera è diventata permanente, collocata in cima all’One Times Square, dove brilla tutto l’anno.
Tutto ha inizio nel 1904, New York allora era una città sull’orlo di enormi cambiamenti . Proprio in quell’anno due innovazioni che trasformeranno completamente questo crocevia del mondo fecero il loro debuttato: l’apertura della prima linea metropolitana della e la prima celebrazione del Capodanno in Times Square. La festa intendeva commemorare l’apertura ufficiale della nuova sede del New York Times nell’allora imponente Times Tower, edificio posto all’incrocio tra la 7th Avenue, Broadway e la 42a strada. Era il secondo edificio più alto di Manhattan e l’editore del quotidiano, il tedesco Alfred Ochs, non badò a spese per celebrare degnamente l’evento: organizzò un festival di strada che si protrasse per alcuni giorni e che culminò a mezzanotte del 31 dicembre con uno show di fuochi artificiali partiti dall’alto della torre. Torre sulla quale venne accesa una torcia gigante. Si contarono 200mila partecipanti.
Due anni più tardi, in città vennero vietati i fuochi d’artificio ma Ochs era determinato a replicare la sua festa. E nacque, nel 1907 la famosa sfera.
Nel 2001, a tre mesi dall’attacco terroristico al World Trade Center, gli artigiani della Waterford, l’azienda che realizza i cristalli per la sfera, incisero su 195 triangoli i nomi delle località dove risiedevano le vittime dell’attentato. Montanti come un’opera d’arte dal titolo “Hope for Healing”, i cristalli andranno a far parte della collezione del National September 11 Memorial Museum (9 / 11 Memorial Museum).
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