Crisi, l’Europa spera (e si prepara a investire) nella Cultura

Sarà che di questi tempi alle buone notizie siamo poco abituati ma quella che davvero sembra una bella novità per la cultura europea trascina con [...]

Sarà che di questi tempi alle buone notizie siamo poco abituati ma quella che davvero sembra una bella novità per la cultura europea trascina con sé delle domande. Veniamo ai fatti: con l’aggravarsi della crisi economica, la Commissione europea ha previsto di lanciare il più grande programma di finanziamento culturale mai realizzato al mondo: 1,8 miliardi di euro stanziati per le arti visive e performative, il cinema, la musica, la letteratura, l’architettura.

Il progetto prevede il rilascio dei finanziamenti tra il 2014 e il 2020. Se il piano sarà approvato per la fine del 2012, circa 300.000 artisti ne beneficeranno. Scopo del “Creative Europe” è “consentire ai settori culturali e creativi di raggiungere il loro potenziale in modo che possano contribuire agli obiettivi di Europa 2020 di crescita sostenibile, occupazione e coesione sociale”.

Veniamo ai punti sui quali la Commissione europea dovrà fare necessariamente chiarezza. Chi prenderà quei soldi? Chi stabilirà il merito per cui un artista potrà essere finanziato e un altro no? E riusciranno le piccole realtà, quelle più bisognose di contributi, a confrontarsi con la farraginosa burocrazia europea?

Nel dettaglio si legge, tra l’altro, che dal 2014 aumenteranno gli stanziamenti per l’industria cinematografica (910 milioni in sette anni) e per i programmi delle città capitali europee della cultura. Inoltre, una nuova struttura di garanzia dovrebbe consentire alle organizzazioni culturali di piccole dimensioni di accedere ai prestiti bancari (l’Europa garantirebbe fino a un miliardo di euro).

 

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