Firenze, i carabinieri indagano sul Leonardo perduto

Acque agitate nel mondo culturale fiorentino, colpa di Leonardo. A scatenare la guerra è stata l’associazione Italia Nostra che ha inoltrato un esposto alla procura [...]

Acque agitate nel mondo culturale fiorentino, colpa di Leonardo. A scatenare la guerra è stata l’associazione Italia Nostra che ha inoltrato un esposto alla procura della Repubblica per fermare le ricerche del mitico affresco perduto; quell’incompiuta Battaglia di Anghiari, dipinta da Leonardo a partire dal 1053 su un muro del salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, alla quale ormai è caccia aperta da diversi mesi.

Il dipinto murale, del quale non restano che meravigliosi studi e alcune copie parziali, tra cui quella di Rubens  (vedi foto), secondo le fonti più accreditate, potrebbe trovarsi dietro l’affresco della Battaglia di Scannagallo che Vasari realizzò 60 anni dopo. E mentre c’è chi suppone che il pittore de “Le vite” abbia potuto distruggere così il tormentato affresco leonardiano, altri studiosi affermano che Vasari non avrebbe mai potuto recare offesa al lavoro del grande maestro, ma piuttosto lo avrebbe protetto in qualche modo, realizzando una sorta d’intercapedine tra il muro affrescato da Leonardo ed il suo dipinto. Ed è lì che si è accentrata la ricerca dello staff di esperti dell’università di San Diego, California, con la direzione dell’ingegner Maurizio Seracini ed il supporto (non proprio convinto) dell’Opificio delle pietre dure. Operazione che si realizza con la collaborazione del National Geographic, che assicura una copertura mediatica internazionale. Con buon conto del sindaco Matteo Renzi, che vede nella cosa un’opportunità di promozione eccezionale.

Ma veniamo ai fatti, perché dopo sei fessure praticate nell’affresco vasariano per consentire l’ingresso di una sonda endoscopica che andasse a scrutare quello che c’è “dietro”, è arrivata la denuncia di Italia Nostra, che ha chiesto alla Procura il sequestro del cantiere per “danneggiamento d’opera d’arte”; sequestro che non c’è stato, ma in compenso è stato aperto un fascicolo d’indagine affidato ai carabinieri. Dunque i lavori proseguono.

E’ certo che al momento il settimo buco non si farà e mentre sul sito d’Italia Nostra cresce giorno dopo giorno l’indignazione, il sindaco “rottamatore” per convincere i fiorentini della bontà dell’operazione, dietro la quale molti vedono solo un grosso intervento di marketing, assicura che la soluzione è vicinissima, che i primi risultati ci sono già (purtroppo non specifica quali) e che nel 2012 si svelerà il mistero.

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