Wikileaks ultime rivelazioni, l’industria dello spionaggio

Chi credeva che i guai giudiziari di Assange mettessero a tacere Wikileaks sbagliava. Di oggi la rivelazione, affidata ad alcuni giornali internazionali tra cui Washington [...]

Chi credeva che i guai giudiziari di Assange mettessero a tacere Wikileaks sbagliava. Di oggi la rivelazione, affidata ad alcuni giornali internazionali tra cui Washington post e l’italiano Espresso – di “spy files” dai risvolti inquietanti.

Siamo spiati, tutti e qui lo sospettavamo pure, ma con quanta disinvoltura e invasività aziende private mettano il naso nei nostri computer e nelle nostre corrispondenze elettroniche, quello, non era immaginabile. la conclusione? Se tenete davvero alla vostra riservatezza, usate i pizzini.

In breve i file di Wikileaks denunciano l’esistenza di una vera e propria giungla abitata da spioni professionali (si citano 130 aziende di 25 paesi) che violano la privacy quotidianamente tramite intercettazioni telefoniche e di email, pedinamenti satellitari, depistaggi via web e poi i controlli sull’utilizzo di telepass e carte di credito. Il tutto per un affare quantificato in 5 miliardi di dollari l’anno.

A rendere possibile tutto questo la possibilità di tenere alquanto facilmente sotto controllo il traffico via web, al contrario dell’accesso alle reti di telefonia tradizionale, riservato – in teoria – solo agli Stati. Il traffico del web fornisce moli impressionanti d’informazioni: ogni minuto nel mondo girano 168 milioni di e mail, 370 telefonate via Skype, 694 ricerche su Google, 1500 nuovi post sui blog, 600 video caricati su Youtube. Una quantità di dati che racconta tendenze, gusti, bisogni, desideri, pensieri. Buoni da usare a fini commerciali, ma spendibili anche dai regimi totalitari.

Nei file di Wikileaks si citano anche le aziende (ce ne sono anche di italiane) che procurano, dietro adeguato compenso, gli strumenti ad hoc: dal “cavallo di Troia” che segnala ogni mossa dello spiato, ai micro microfoni di altissima sensibilità, dai software che “organizzano” i dati raccolti, ai marchingegni che possono controllare i telefoni cellulari anche da lontano.

Julian Assange ha detto in conferenza stampa da Londra che questa è la realizzazione di un incubo degno di un film hollywoodiano: “I sistemi di sorveglianza di massa, costruiti dalle aziende occidentali per le agenzie di intelligence, adesso sono una realtà“.

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