La Rai e il profilattico tabù

Una rivelazione destinata a fare molto discutere quella del Corriere questa mattina. In un articolo a firma di Maria Teresa Meli si legge che nei [...]

Una rivelazione destinata a fare molto discutere quella del Corriere questa mattina. In un articolo a firma di Maria Teresa Meli si legge che nei giorni precedenti alla Giornata mondiale contro l’Aids, il primo dicembre, le redazioni dei programmi coinvolti nelle iniziative di celebrazione promosse dalla Rai abbiano ricevuto una email dai toni inequivocabili firmata dalla funzionaria Laura De Pasquale “… segnalo che nella ultime ore il ministero (della Salute ndr) ha ribadito che in nessun intervento deve essere nominato esplicitamente il profilattico; bisogna limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test Hiv in caso di potenziale rischio. Se potete, sottolineate questo concetto“.

Mentre l’ufficio stampa del ministero smentiva che fossero partite indicazioni in tal senso, lo sconcerto restava. D’altro canto, riferisce l’articolo, anche durante la conferenza stampa di presentazione delle iniziative la parola tabù non era stata adoperata.

Siamo alle solite, i precetti della chiesa diventano  diktat buoni per tutti. E quella madre che – armata d’amore e di buon senso – mette in tasca al figlio il preservativo, cominci a sentirsi in colpa. Astenetevi gente, per sfogarsi c’è sempre lo stadio.

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