E’ visitabile sino al 20 marzo 2012, al Museo nazionale della scienza e della tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, la mostra “Eureka. Le intuizioni geniali di Archimede”.
Un’esposizione che è anche un’anteprima di alcuni dei contenuti che caratterizzeranno il museo scientifico interattivo “Arkimedeion”, prima struttura permanente dedicata al grande studioso che aprirà a dicembre a Siracusa. Troverà posto nel cuore storico della città, l’isola di Ortigia, esattamente a palazzo Pupillo che si affaccia su piazza Archimede.
“Eureka. Le intuizioni geniali di Archimede” è caratterizzata da materiali multimediali e audiovisivi che rendono omaggio alle invenzioni del più importante scienziato dell’antica Grecia: viene ripercorsa la sua vita e si possono toccare con mano le sue idee straordinarie.
Un viaggio alla scoperta delle ricerche che lo hanno reso celebre: dall’idrostatica alla meccanica, dalla geometria alla matematica, fino all’astronomia. La conferma della vastità degli ambiti approfonditi dal genio siracusano, figura storicamente certa, ma i cui contorni sfumano un po’ nella leggenda.
Non mancano divertenti giochi per mettersi alla prova, e si può sperimentare in prima persona i fenomeni alla base di noti principi, apprendendo dall’osservazione diretta quali sono le regole, i comportamenti e le leggi che li determinano.
Quattro sono le macroaree in cui è suddivisa l’iniziativa. La prima è intitolata “Le macchine di Archimede”, la seconda “Archimede e la fisica dei corpi solidi e liquidi”: quest’ultima ha come punto di partenza il testo “I galleggianti” dello scienziato da cui è nata la moderna idrostatica e si sono sviluppati il principio dei vasi comunicanti, quello di Pascal e la legge di Stevin. Si prosegue con la sezione “Archimede e la matematica dei grandi numeri” in cui vengono tratteggiate alcune delle sue più significative scoperte come la determinazione del valore di pi-greco, l’introduzione del concetto di limite, l’analisi di curve fondamentali come le coniche e le spirali, e i rapporti volumetrici fra forme geometriche.
Invece la quarta tappa fa rivivere l’Archimede astronomo, e, più in generale, l’astronomia ellenistica che per poco meno di due millenni fu il riferimento per descrivere la natura dell’Universo. Solo con l’avvento di Galileo Galilei, Niccolò Copernico e Giovanni Keplero si affermarono nuove teorie. (Marco Fornara)
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