E’ uscito nei giorni scorsi nei paesi di lingua anglosassone (edizioni Penguin) il romanzo perduto di Jack Kerouac.
S’intitola “The sea in my brother. The lost novel” (il mare è mio fratello, la novella perduta) e fu scritto dall’icona della beat generation nel 1942, probabilmente appena dopo il suo primo imbarco a bordo della nave mercantile SS Dorchester. In quei lunghi mesi, infatti, lo scrittore appena ventenne aveva tenuto una sorta di diario sulla routine quotidiana delle vita in mare dove aveva tratteggiato con un linguaggio alquanto “grintoso”caratteri e caratteristiche dei suoi compagni di viaggio.
Descritte da Kerouac come racconto di “rivolta semplice dell’uomo dalla società così com’è, con le disuguaglianze, la frustrazione e le auto-inflitte agonie“, le 158 pagine del manoscritto (davvero scritto a mano) rappresentano il primo romanzo di Kerouac, mai pubblicato durante la sua vita. Il romanzo segue le vicende di Wesley Martin, un uomo che “ha amato il mare con uno strano, solitario amore, il mare è suo fratello…” Quando uscì il suo romanzo definitivo On the Road era il 1957, Kerouak sembrò spuntato dal nulla riuscendo a catturare un’intera generazione (e molte di quelle successive) con la sua visione “romantica” della vita vagabonda, e di quella ricerca costante, a tratti mistica, che “sulla strada” trovava la sua massima espressione.
Ma in quel momento Kerouac aveva già 35 anni, e alle spalle migliaia e migliaia di pagine scritte, con ben poco successo. Nel 1950, infatti, aveva pubblicato il suo primo romanzo (La città e il Paese) e aveva trascorso i successivi sette con la speranza di una nuova pubblicazione.
Eppure On the Road, e quasi tutti i suoi altri romanzi, furono scritti nel corso di questi anni, un periodo di creatività e di povertà che al contempo sembrava aver completamente scaricato Kerouac. Che infatti scomparirà 12 anni dopo (1969) dopo aver bevuto sino alla morte, preda di una devastante inerzia e della depressione.
Il romanzo perduto rivela tuttavia come l’ossessione di Kerouac per il viaggio sia praticamente nata con lui, Il mare è mio fratello, annuncia pienamente lo spirito di “Sulla strada”, così come le lettere messe a corredo del volume, scritte al suo amico d’infanzia Sebastian Sampas che configurano un rapporto così intenso e importante per lo scrittore come solo sarà quello con Dean Cassidy, l’eroe di On the Road.
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