Biennale di Venezia, luci spente

Il sipario è sceso sulla 54ma Biennale d’arte di Venezia ed anche quest’anno è record. Se ILLUMInazioni, l’esposizione internazionale diretta da Bice Curiger ha raccolto [...]

Il sipario è sceso sulla 54ma Biennale d’arte di Venezia ed anche quest’anno è record. Se ILLUMInazioni, l’esposizione internazionale diretta da Bice Curiger ha raccolto il 18 per cento in più di visitatori rispetto all’edizione 2009 (440mila contro i 375mila del 2009) il vero successo si misurerà col tempo. In breve, quali strade ha aperto – o evidenziato – la più importante rassegna mondiale d’arte contemporanea? I dati sono molteplici, su tutti spicca il fatto che videoarte e installazioni la fanno ormai da padrone mentre spazi sempre più ristretti trovano pittura e scultura.  E poi artisti saliti in cima al mondo, come Christian Marclay, Leone d’oro per il suo The Clock, condivisa da molta parte della critica l’idea che fosse l’opera, non a caso una videocomposizone, più bella dell’esposizione internazionale (entrata intanto nelle collezioni del MoMa). O ancora, Christoph Schlingensief, artefice del padiglione della Germania, scomparso pochi mesi prima del via della Biennale, e che dunque non ha potuto godersi il successo di un meritato premio. E ancora, il duo americano –panamense di Alzora & Calzadilla, protagonisti del padiglione Usa, tra i più apprezzati dal pubblico. E dove va l’arte italiana? Questo la Biennale non ce lo ha detto, il curatore del padiglione Italia, Vittorio Sgarbi, è riuscito a catturare su di sé tutte le attenzioni possibili. E critiche devastanti sul bazar di troppe cose nel quale ha trasformato il padiglione. Alla fine ci hanno rimesso gli artisti, anche quelli più validi.

Christoph Schlingensief, "Church of Fear...", German Pavilion, Biennale di Venezia 2011, Foto: (c) Roman Mensing, artdoc.de

«Si ferma temporaneamente quella che abbiamo chiamato la grande macchina del vento – ha affermato il presidente (sarà riconfermato?) della Biennale Paolo Baratta che è in attesa di riprendere a funzionare tra due anni scuotendo di nuovo la foresta, scoprendo verità nascoste, dando forza e luce a nuovi virgulti, e ponendo in una diversa prospettiva i rami conosciuti e i tronchi antichi. Il mondo si aspetta da noi la rappresentazione delle nuove idee, dei pensieri e dei drammi che gli artisti sanno trasformare in materia sensibile. La mostra di Bice Curiger ha evidenziato le ironie e le inquietudini del tempo presente così come vissute dagli artisti con la loro energia creativa permanente. Bice ha fatto un eccellente lavoro che è stato coronato da un grande successo!».

Marcly - The Clock

 

«Siamo in un’epoca in cui gli artisti sono interessati alla reciprocità – è il commento di Bice Curiger e mi riferisco a come essi hanno risposto all’idea dei parapadiglioni, per esempio. Credo sia diventata interessante la sottile interazione tra opere e artisti, e lo dimostrano le performance ai Giardini con Karl Holmqvist in dialogo con Patti Smith, e con Oscar Tuazon che nel suo parapadiglione ha coinvolto il pubblico come in un palcoscenico, e ancora Franz West dal cui parapadiglione proveniva uno musica che pervadeva le Corderie. Insomma, è stato bello vedere come negli spazi dell’Arsenale e del Padiglione centrale si sia creato un ambiente molto fecondo allo scambio di energie e al dialogo».

 

La Biennale Arte 2011 ha visto la partecipazione di 89 Paesi (erano 77 nel 2009) e 37 Eventi collaterali promossi da enti e istituzioni internazionali e organizzati in diverse sedi a Venezia. 4 le nazioni presenti per la prima volta (Andorra, Arabia Saudita, Bangladesh e Haiti), 7 le nazioni ritornate dopo una lunga assenza (India, Congo, Iraq, Zimbabwe, Sudafrica, Costa Rica, Cuba). 83 gli artisti della mostra internazionale, di cui 62 artisti presenti per la prima volta, 32 giovani artisti nati dopo il 1975 e 32 presenze femminili.

Numerose sono state le visite istituzionali durante la vernice e durante i sei mesi di mostra, tra Capi di Stato (7), Ministri (40) e Ambasciatori (23). In occasione della vernice l’Argentina ha firmato un accordo con la Biennale di Venezia per un nuovo padiglione permanente.

Durante le 25 settimane di apertura, la 54. Esposizione è stata al primo posto tra le esposizioni italiane più visitate, con una media giornaliera di 2850 visitatori e afflussi record in particolare nel weekend del 29 e 30 ottobre di 12.420 persone. I giovani e gli studenti sono il 31% dei visitatori totali. Gli studenti che hanno visitato la Mostra in gruppo rappresentano il 19% del pubblico.

 

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