Musei Capitolini, la guida sullo smartphone

I Musei Capitolini, il più antico museo pubblico del mondo, sono i primi in Italia a dotarsi dell’innovativa tecnologia NFC che fornisce informazioni sulle opere […]

I Musei Capitolini, il più antico museo pubblico del mondo, sono i primi in Italia a dotarsi dellinnovativa tecnologia NFC che fornisce informazioni sulle opere esposte tramite smartphone.

Il servizio sarà operativo già oggi 24 novembre e inizialmente interesserà circa 300 opere nelle sale di Palazzo Nuovo, Palazzo dei Conservatori e Pinacoteca. Il sistema è semplicissimo. I visitatori che dispongono di uno smartphone dotato di tecnologia NFC di qualsiasi produttore possono usarlo direttamente, mentre chi non lo ha può ritirare in biglietteria i terminali adatti messi a disposizione da Samsung. La trasmissione delle informazioni funziona in modo automatico, basta avvicinare lo smartphone al tag posizionato accanto ad un’opera per far aprire il suo browser web con la pagina di approfondimento: titolo e autore quando conosciuto, descrizione e interpretazione, datazione, contesto artistico e via dicendo.

Le informazioni per ora sono in italiano e inglese, ma al sistema saranno aggiunte nuove lingue e nuovi tag. Nei prossimi mesi, inoltre, il servizio sarà esteso alla quasi totalità delle opere esposte nelle sale dei Musei Capitolini, andando ad integrare i sistemi informativi tradizionali già presenti (didascalie e totem. E’ già disponibile il tag di Ἀποξυόμενος Latleta del Kimbell Art Museum che i Musei Capitolini hanno ricevuto in prestito in cambio del dipinto La Buona Ventura di Caravaggio.

La testa in bronzo, esposta al pubblico dal 24 novembre 2011 al 15 gennaio 2012 insieme a due strigili dalle collezioni dell’Antiquarium dei Musei Capitolini, appartiene alla figura di un atleta raffigurato nel gesto di detergere il corpo nudo dall’olio e dal sudore dopo aver completato l’esercizio ginnico. L’azione veniva compiuta con l’ausilio di un tipico attrezzo per la pulizia del corpo denominato strigile, che faceva parte del corredo atletico. a scoperta della testa risale verosimilmente alla metà del XVIII secolo, quando venne acquistata dal collezionista e senatore veneziano Bernardo Nani (1712-1761) per il suo palazzo di San Trovaso, ricco di antichità provenienti dalla Dalmazia e dalla Grecia. Fu probabilmente lo stesso Nani a far montare la testa su un busto bronzeo drappeggiato di epoca rinascimentale, realizzato certamente all’inizio del XVI secolo da una bottega veneziana. Il bronzo figura nell’incisione di Bartolotti edita nel 1761 nel volume Monumenta Peloponnesiaca di Paolo Maria Paciaudi.

Dopo la dispersione della raccolta Nani, la scultura giunse in Francia e nel 1956 fu posta in vendita tra le opere della collezione di Lucien Guiraud. Acquistata poi dal collezionista Hans Calmann (1899-1982) e messa all’asta alla sua morte da Sotheby’s a New York, è pervenuta nel 2000 al Kimbell Art Museum, dove di recente la testa è stata separata dal busto ed esposta su un nuovo supporto.Plinio nella sua Storia Naturale cita alcune statue raffiguranti l’atleta che si deterge con lo strigile realizzate da alcuni dei più famosi artisti dell’antichità, Policleto, Lisippo, Dedalo, Antignoto e Daippo.

 

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