“Ribadiamo che il senso di questa campagna è esclusivamente combattere la cultura dell’odio in ogni sua forma“, dichiara un portavoce di Benetton Group. “Siamo perciò dispiaciuti che l’utilizzo dell’immagine del Pontefice e dell’Imam abbia cosi urtato la sensibilità dei fedeli. A conferma del nostro sentimento abbiamo deciso con effetto immediato di ritirare questa immagine da ogni pubblicazione“.
“Gioca coi fanti…ma lascia stare i santi”, non c’è scampo anche se il messaggio è positivo la religione non si tocca. E che dire del bacio mai scambiatosi tra Angela Merkel e Berlusconi, anche questa immagine avrebbe dovuto essere tra quelle, presentate a Parigi ieri per la campagna umanitario della Benetton, realizzata dal laboratorio creativo Fabrica, dal titolo Unhate (unhatefoundation.org), per combattere l’odio nel mondo. Con la crisi di governo, per evidenti motivi, è stata eliminata. restano gli altri: Obama, Chavez, ancora la cancelliera col premier francese, il leader cinese e quello coreano, e il presidente dell’autorità nazionale Palestinese col primo ministro israeliano…
La Fondazione UNHATE, voluta e costituita dal Gruppo Benetton, si propone di contribuire a creare una nuova cultura della tolleranza per contrastare l’odio. Si legge nella nota ufficiale “non un’operazione di facciata ma un contributo che avrà un forte impatto sulla comunità internazionale, soprattutto attraverso lo strumento della comunicazione che può raggiungere gli attori sociali. La Fondazione, infatti, organizzerà iniziative che coinvolgeranno i vari stakeholder, dalle nuove generazioni alle istituzioni, alle organizzazioni internazionali e non governative, alla società civile.La Fondazione intende anche essere un think tank che attrae personalità e talenti della cultura, dell’economia, del diritto e della politica, e persone che da semplici cittadini sono diventati leader di movimenti, distinguendosi nel mondo per pensieri e azioni contro le manifestazioni e le cause dell’odio”.
Autocensure e immagini a parte il progetto UNHATE, prevede altre iniziaitve, come un piano di live actions a sorpresa per cui gruppi di giovani allestiranno e attaccheranno i manifesti con i baci tra leader sui muri di alcuni luoghi simbolici del necessario processo di pace: Tel Aviv, New York, Roma, Milano, Parigi.
Il regista francese Laurent Chanez, ha intanto realizzato un film ad hoc che racconta il precario equilibrio e il fitto intreccio tra la spinta all’odio e le ragioni dell’amore. E’ costruito con un crescendo di immagini volutamente ambigue: occhi che flirtano o si guardano in cagnesco, persone che si abbracciano o lottano, sommosse o festeggiamenti, zuffe o balli scatenati. Momenti estremi di scontro o di amore: due combattenti dopo un round, una coppia che ha appena fatto sesso … o, forse, era battaglia anche questa. Il film, oltre che nel web dove sarà visibile sul sito UNHATE, su benetton.come Youtube, verrà proiettato anche al cinema.
Ciliegina sulla torta un’installazione artistica fatta con i bossoli di proiettile inviati dagli abitanti di zone di guerra del mondo. L’artista cubano Erik Ravelo di Fabrica, già autore della serie di sculture Lana Sutra, riciclerà questi “rifiuti di guerra” per costruire una grande e splendente colomba di pace, titolo Unhate Dove.
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