Leonardo a Londra. La mostra del secolo al via

Leonardo, finalmente è approdato a Londra. Alla National Gallery, da oggi è possibile ammirare   “Leonardo Da Vinci: pittore alla corte di Milano“, la mostra più [...]

Leonardo, finalmente è approdato a Londra. Alla National Gallery, da oggi è possibile ammirare   “Leonardo Da Vinci: pittore alla corte di Milano“, la mostra più attesa in Inghilterra a memoria d’uomo.  Pur essendo indubbiamente un uomo del Rinascimento, un artista a tutto campo, Leonardo fu – diremmo oggi – pittore part time, nel senso che non fu troppo prolifico: una ventina le opere che dipinse nella sua carriera  e per alcune l’attribuzione è ancora controversa. Di queste ne sopravvivono quindici e nove saranno esposte nel prestigioso museo londinese fino al 5 febbraio del 2012.

La  rarità e la fragilità dei dipinti di Leonardo, e le giuste istanze delle istituzioni poco propense ai prestiti internazionali, rendono l’evento a dir poco eccezionale. Accanto ai dipinti, in esposizione circa 50 disegni di uno degli artisti più complessi che siano mai vissuti.

Leonardo da Vinci trascorse quasi 20 anni a Milano, arrivò alla corte di Ludovico Maria Sforza nel 1482 e vi ripartì non appena il suo mecenate fu deposto, nel 1499. La corte del despota si rivelò essere l’ambiente perfetto per lui. Infatti, mentre a Firenze doveva competere con altri artisti per ottenere commissioni, una volta entrato nel libro paga dello Sforza si assicurò la tranquillità finanziaria per lavorare con “calma” ai suoi progetti.

Alla National Gallery in mostra ci sono i sette quadri che sopravvivono di quegli anni, più un dipinto appena attribuito che probabilmente risale a pochi anni dopo la sua partenza. C’è inoltre una copia del suo allievo Giampietrino della celeberrima Ultima Cena  dipinta per il refettorio di Santa Maria delle Grazie.

Pur con un numero  relativamente limitato di opere, il curatore Luke Syson riesce a tracciare lo sviluppo artistico di Leonardo a cominciare dal suo sottrarsi all’influenza del maestro Verrocchio per dipingere in un modo che nessun altro aveva fatto prima. Si passa dalle transizioni brusche tra luce e ombra del suo Ritratto di giovane (il musicista) della metà del 1480 per giungere alle velature di tinte morbide utilizzate per creare il volto sensuale del Cristo Salvator Mundi più di 20 anni dopo.

Per ottenere gli effetti che vediamo nelle immagini successive, Leonardo dipinge ad olio attraverso strati di colore tanto diluiti da apparire quasi trasparenti. Posando un velo di vernice sull’altro costruisce lentamente la forma attraverso  gradazioni di tono infinitamente sottili.

Il risultato sono quei ritratti di intensità che ancora ci regalano stupore. Alla mostra abbiamo dedicato diversi articoli, ai quali vi rimandiamo per approfondimenti (elenco in basso). Ricordiamo, inoltre, che per visitare la mostra è necessario prenotarsi on line con largo anticipo (www.nationalgallery.org.uk)

 

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