Marie Curie, il genio delle donne

Francia e Polonia hanno dichiarato il 2011 “Anno di Marie Curie”, oggi Google si unisce al “comitato delle celebrazioni” dedicando alla scienziata nata esattamente 144 [...]

Francia e Polonia hanno dichiarato il 2011 “Anno di Marie Curie”, oggi Google si unisce al “comitato delle celebrazioni” dedicando alla scienziata nata esattamente 144 anni da, un doodle.

Nel pantheon degli “scarabocchi”, quella di madame Curie è solo la figura più recente di scienziato. Vi troviamo infatti il matematico Pierre de Fermat, il  ”padre della genetica” Gregor Mendel e lo scopritore della “Vitamina C” Albert Szent-Györgyi.

Gli allori accordati a Marie Curie sono numerosi, ha vinto due premi Nobel, (chimica e fisica) la prima delle uniche due persone di sempre a vincere il premio in molteplici campi (l’altro è Linus Pauling). Ma l’ampiezza e la profondità e l’influenza della sua carriera – così come i trionfi e le tragedie della sua vita – dipingono un quadro molto più articolato della figura innovativa che nel 2009 un sondaggio di New Scientist la elesse come la donna che ha maggiormente ispirato la scienza.

Nata a Varsavia nel 1867 col nome da nubile di Maria Sklodowska, Curie lasciò la sua nativa Polonia perché fu ritenuta troppo povera per sposare il suo aspirante fidanzato, futuro stimato matematico Kazimierz Zorawski. Così con l’aiuto della sorella, si trasferì in Francia nel 1890, qui studiò presso l’Università di Parigi (Sorbona) e qui ebbe il suo incontro con l’anima gemella, nelle scienze e nella vita: Pierre Curie. Entrambi studiavano la scienza del magnetismo, assieme compirono gli studi pionieristici sulla “radioattività” (termine coniato lei) adoperando l’uranio, isolarono gli isotopi radioattivi e alla scoprirono gli elementi radioattivi: radio polonio elementi – quest’ultimo chiamato in omaggio alla sua terra natale.

I coniugi Curie condivisero il Nobel 1903 per la fisica, ebbero due figlie prima della morte prematura di Pierre, investito da un carro trainato da veicolo in una strada piovosa nel 1906.

Resa solitaria dalla tragedia, Marie Curie si riversò nel suo lavoro, diventando la prima donna a insegnare alla Sorbona. Nel 1911, ricevette il suo secondo Nobel, questa volta per la chimica.

Diversi anni dopo, durante la prima Guerra mondiale, Curie contribuì alla creazione di ospedali da campo mobili caratterizzati da primitive apparecchiature a raggi X per contribuire a rilevare la presenza di schegge nel corpo dei soldati. Lavorò sul campo con la figlia appena adolescente Irene, che – con il marito, Frederic Joliot-Curie – avrebbe poi vinto il Nobel per la chimica 1935 per il suo lavoro sulla radioattività artificiale.

A causa della prolungata esposizione a materiali radioattivi, Marie Curie morì di anemia aplastica nel 1935.Fu sepolta (con il marito) al Pantheon di Parigi – la prima donna a ricevere tale onore per il suo lavoro.

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