Wikileaks, la creatura di Julian Assange che ha fatto tremare le diplomazie di mezzo mondo potrebbe scomparire definitivamente. E sarebbe un grave problema per chi ama la verità o meglio ha la leggitima aspettativa di conoscere i “non detti” della politica internazionale.
Wikileaks non era certo la verità assoluta, e molti dei suoi file erano poco più che pettegolezzi, e note scambiate da diplomatici, ma il fatto di aver provocato quella sollevazione di potenti ci fa ritenere che c’era ben più di qualcosa di vero. E’ anche vero che la storia è sempre stata scritta nellle segrete stanze, tra accordi presi sottobanco e dossier tenuti nel fondo dei cassetti.
Julian Assange, a cui l’Inghilterra ha detto sì all’estradizione in Svezia, dove, ricordiamo è accusato – dichiarandosi innocente – di abusi sessuali presenterà ”certamente” appello alla Corte Suprema per fermare il provvedimento.
Riprendiamo dall’Ansa che lo confermano fonti legali vicine al capo di Wikileaks. Il “giustiziere della Rete” ha due settimane di tempo per presentarlo. Il capo di Wikileaks sostiene che il suo caso sollevi tematiche di generale interesse pubblico. Il seguito che ha è notevole, anche al di fuori del web. All’ingresso nell’ aila della Royal Court of Justice di Londra è stato letteralmente preso d’assalto dalla folla che lo attendeva applaudendolo mentre fuori dal tribunale una selva di cartelloni con le scritte: “Liberate Assange, Liberate Manning. Finitela con le guerre”.
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