Michael Jackson, la biografia scritta dal fratello

Jermaine Jackson, 56 anni, quarto dei nove fratelli, prima di intraprendere la carriera solista è stato bassista dei Jackson Five. È stato lui, in una [...]

Jermaine Jackson, 56 anni, quarto dei nove fratelli, prima di intraprendere la carriera solista è stato bassista dei Jackson Five. È stato lui, in una conferenza stampa, ad annunciare ai media la morte del fratello la sera del 25 giugno 2009 ed è stato lui a cantare fra le lacrime la canzone preferita di Michael, al suo funerale. Ed oggi è lui, attraverso un libro che uscirà a novembre in contemporanea internazionale, a provare a raccontare la verità di Michael. In Italia è pubblicato da Rizzoli e s’intitola You are not alone (Non sei solo) Michael.

 

Aneddoti e retroscena compongono l’ossatura della biografia del Re del pop vista con gli occhi del fratello che gli fu più vicino, quello che ha vissuto con lui la gloria e la caduta. Come quel processo per molestie su minori, che portò Michael nel 2005 a quella che lui definisce una vera e propria “disintegrazione” fisica e mentale. Laddove esteriormente manteneva la sua immagine forte “distaccato, inespressivo, quasi freddo”, ma internamente “le staffe bullonate che lo tenevano assieme scricchiolavano sotto la pressione, una per una”. E scrive: “La settimana scorsa, ho assistito alla sua disintegrazione fisica. A 46 anni, il suo corpo magro da ballerino è appassito in una struttura fragile. La sua camminata è diventata una dolorosa, incerta andatura, il suo bagliore è ridotto a quel sorriso forzato; è scarno, emaciato”.

Interessanti sono i racconti dell’infanzia di Michael, e che spiegano molto di quello che sarebbe diventato, nel bene e nel male. Dalla quarta di copertina: “A sette anni, il piccolo Michael si attaccava alla finestra per riempirsi gli occhi delle luci che il Natale portava nel quartiere. La rigida educazione imposta dal padre non prevedeva la presenza dell’albero in casa, tantomeno di regali. E neppure di un cagnolino per Michael, che così sfamava di nascosto un topo (avrebbe sempre amato moltissimo gli animali e Il libro della giungla sarebbe sempre stato una delle sue letture preferite). Per avere finalmente tutto ciò che da bambino gli era stato negato, e non per folle megalomania, una volta diventato il Re del pop, Michael avrebbe costruito il gigantesco parco divertimenti-zoo di Neverland”.

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