Crisi. Apertura prolungata, la ricetta del Prado

“In risposta al clima economico attuale, il Museo del Prado aumenterà la sua attività con l’apertura in tutti i giorni della settimana”. Non è uno [...]

In risposta al clima economico attuale, il Museo del Prado aumenterà la sua attività con l’apertura in tutti i giorni della settimana”. Non è uno scherzo, per fronteggiare la crisi e garantire l’impegno a coprire il 60% del suo bilancio attraverso l’auto-finanziamento il prestigioso museo madrileno ha scelto non solo di non chiudere più il lunedì, ma di prolungare anche il suo orario di apertura quotidiano. Semplicemente gli spagnoli con la cultura intendono mangiarci e il provvedimento, dicono, oltre a migliorare le attività culturali e turistiche offerte ai visitatori della regione di Madrid, “avrà un impatto diretto e indiretto sull’economia spagnola”.

Secondo uno studio effettuato da Deloitte, l’apertura del Prado al pubblico il lunedì significherà un impatto complessivo sul Pil spagnolo tra 80 e 90 milioni di euro l’anno, oltre a favorire la creazione e la continuità di lavoro diretto e indiretto.

La nuova iniziativa prenderà il via con la mostra L’Hermitage al Prado, che sarà aperta tutti i giorni della settimana, dal lunedì alla domenica, a partire dal giorno 8 novembre. La collezione permanente del museo avrà invece nuovi orari dal 16 gennaio.

La decisione rientra nel “Piano di reazione alla Situazione Corrente” (titolo bellissimo) che il museo ha messo in moto alla luce della continua riduzione dei finanziamenti pubblici derivante dalla situazione economica in Spagna. Piano “che comprende una vasta serie di azioni volte a migliorare il servizio offerto al pubblico e ad accrescere le attività del Museo al fine di garantire la stabilità finanziaria e la redditività nei prossimi anni”.

Con gli orari di apertura nuovi (dalle 10 alle 20, dal lunedì al sabato; 10-19 la domenica e i giorni festivi) il Prado sarà aperto 53 giorni in più all’anno, consolidando ulteriormente la propria posizione come il museo europeo con il più  lungo orario di apertura (3.542 ore all’anno) e che lo rende unico in un piccolo gruppo di grandi musei internazionali che aprono tutti i giorni della settimana, come la Tate Modern e il British Museum nel Regno Unito, il Rijksmuseum e il Van Gogh Museum in Olanda, e la National Gallery of Art di Washington, negli Stati Uniti.

E arriviamo all’Italia. E’ pensabile che per fronteggiare la crisi un’istituzione culturale decida di “lavorare” di più? Nel paese delle chiusure questo sarebbe impensabile, i nostri musei, d’altronde, soffrono di una cronica carenza di personale che renderebbe l’impresa ardua. Ma la decisione del Consiglio reale del Prado dà a tutti un’occasione di riflessione.

 

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