Tutta Cesenatico si sta per trasformare in un unico, gigantesco, ristorante. “Il pesce fa festa”, da sabato al 1° novembre, vedrà decine di cuochi all’opera lungo il porto-canale leonardesco, nelle piazze del centro, nella suggestiva atmosfera dei vicoli dell’antico borgo e nella storica colonia Agip sul lungomare Carducci, capolavoro del razionalismo italiano. E nella zona della darsena di Ponente, nei pressi del vecchio Squero, sarà allestita una tensostruttura dove si potranno gustare antipasti a base di cozze e vongole, primi succulenti e le classiche “rustide”.
Triglie, acciughe, sgombri e così via saranno cotti e serviti in tutte le salse. Gli assaggi spazieranno dal fritto misto dell’Adriatico a maccheroncini fumanti e risotto alla pescatora, e poi seppie coi piselli, spiedini alla brace e passatelli al brodo di pesce. E oltre al tripudio di grigliate, i buongustai avranno la possibilità di assaporare anche il baccalà alla vicentina.
Info 0547.673287 e 800.556900; il programma completo qui.
Questa località è polo d’attrazione anche per chi non sa rinunciare al fascino del mare. Il primo stabilimento balneare vide la luce sul finire dell’Ottocento, ma oggi le spiagge affollate di bagnanti non sono l’unico biglietto da visita del comune romagnolo. Il simbolo del paese è il grattacielo “Marinella II” che, a dispetto dei suoi 33 centimetri di pendenza verso piazza Costa, nel 2008 ha festeggiato il primo mezzo secolo. La torre, di 35 piani, a lungo è stata, con i suoi 118 metri, la più alta d’Europa superando di un livello anche il celebre Pirelli di Milano. La chiesa parrocchiale di San Giacomo si affaccia sul porto le cui banchine sono meta quotidiana di residenti e turisti. Nel tratto più interno, il canale ricalca le linee disegnate nel 1502 da Da Vinci. E all’altezza del faro delle imponenti “porte” difendono l’abitato dalle mareggiate: una realizzazione di moderna tecnologia attuata partendo dai progetti di Leonardo. Vicino alla striscia d’acqua meritano una sosta anche piazza Pisacane – con le colonne bizantine risalenti al dominio veneziano d’inizio ’500 e il monumento a Giuseppe Garibaldi, il primo eretto in Italia in onore dell’eroe dei due mondi – e piazzetta delle Conserve, dal nome delle ghiacciaie usate prima delle celle frigorifere per conservare le derrate alimentari. Strati di neve compressa raccolta nei fossi impedivano di superare, persino d’estate, i cinque gradi sotto zero.
Di questi pozzi profondi sei metri ne esistevano una ventina. Ne sono stati recuperati tre.
Il canale accoglie inoltre la parte galleggiante del museo della marineria con una decina d’imbarcazioni d’epoca dalle ampie stive di carico e le anguste cabine, qualcuna decorata sulla prua con immagini propiziatorie come gli angeli musicanti. In via Armellini si trova invece la sezione a terra dell’esposizione (info 0547.79205): grazie a due terrazze sporgenti, si possono ammirare i natanti dall’alto osservando da vicino i dettagli di vele e alberature. Cesenatico era anche la città di Marco Pantani. Nello spazio a lui intitolato (info 0547.672886), oltre trecento metri quadrati a due passi dalla stazione ferroviaria, viene mantenuta viva la memoria del “Pirata” e delle sue epiche imprese. Foto, cimeli, biciclette e audiovisivi consentono di ripercorrere la sua carriera. Altra tappa d’obbligo è la casa-museo del poeta-scrittore Marino Moretti (info 0547.79279): vi sono conservati libri, documenti e autografi. A conclusione della visita, per rilassarsi perché non fare una passeggiata nella pineta di Zadina a ridosso della fascia litoranea? Oppure lungo i giardini a mare con centinaia di alberi, siepi ed aiuole fiorite intervallate da fontane, e nei parchi di Levante (quaranta ettari a prato e bosco, e due laghetti con cigni reali, anatre mandarine e gallinelle d’acqua) e di Ponente. (Marco Fornara)
Foto di testa di Alessio Sbarbaro
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