Hysteria, così nacque il vibratore. Al Roma fest

In un festival più che mai declinato al femminile, tra ritratti di donne celebri, storie d’amore e di emancipazione, anche la sessualità regala ampi spazi [...]

In un festival più che mai declinato al femminile, tra ritratti di donne celebri, storie d’amore e di emancipazione, anche la sessualità regala ampi spazi alla fruizione del pubblico della kermesse romana. Della “deriva” sexy di questa sesta edizione del festival abbiamo già scritto (leggi qui), ma tanto basti a presentare una commedia inglese della quale si parlerà molto e che andrà in concorso venerdì: Hysteria. Il centro attorno a cui ruota la storia è, udite udite: il vibratore.

I giornali britannici hanno assicurato la presenza di un certo rigore storico nel film che vede protagonista la candidata all’Oscar Maggie Gyllenhaal. Ad affiancarla un cast tra cui figurano Jonathan Pryce, Sheridan Smith, Ashley Jensen, Rupert Everett e Gemma Jones, la regia è di Tanya Wexler. La storia racconta della scoperta accidentale dei “supporti motorizzati al sesso” nell’Inghilterra vittoriana. Un film basato sui fatti, che contiene elementi umoristici ma che in ultima analisi vuole parlare di emancipazione femminile.

Il racconto prende le mosse da un vero e proprio contenzioso nato tra i due presunti inventori dell’attrezzo. Intorno al 1880, un certo dottor Joseph Mortimer Granville (Hugh Dancy) crea un vibratore elettromeccanico, la sua invenzione viene seguita, nel 1902, dal brevetto di un dispositivo poi venduto al dettaglio dalla società americana Hamilton Beach. La sceneggiatura di Hysteria, scritta da Jonah Lisa e Stefano Dyer, con Howard Gensler, spiega che l’aiuto sessuale era inteso in epoca vittoriana come un elemento chiave del kit medico richiesto per il trattamento delle donne nevrotiche. Questo l’uso che ne fa il dottor Granville, che però incontrerà – tra l’altro – la fiera opposizione della figlia, convinta sostenitrice delle prime lotte “femministe”.

Sin dai tempi di Ippocrate si riteneva che l’isteria femminile fosse strettamente collegata a problemi sessuali, non a caso il disturbo che presenta sintomi come ansia, insonnia, irritabilità, nervosismo, ritenzione di liquidi,  ha preso il nome dalla parola greca per indicare l’utero, hysteros, dal momento che si presumeva essere tale male il risultato di una congestione o blocco dell’apparato riproduttivo.

Alla fine dell’800 i dispositivi domestici elettrici di qualsiasi genere erano una rarità. La macchina da cucire, il ventilatore, il bollitore, il tostapane sono stati i primi elettrodomestici ad entrare nelle linee di produzione commerciale, ma il vibratore (o manipolatore) era già noto. Di sicuro esisteva un prototipo americano funzionate a vapore, poi arrivò quello elettrico a cavallo del secolo, messo in commercio nella versione di aspirapolvere e di ferro da stiro.

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