L’embargo delle donazioni ha ridotto sul lastrico Julian Assange e il suo sito WikiLeaks. Questo il motivo della sospensione temporanea delle pubblicazioni di documenti – perlopiù segretati e comunque imbarazzanti – usciti dai numerosi Paesi. Embargo che è stato imposto – lo ha chiarito nel corso di una conferenza stampa, tenutasi a Londra, lo stesso Assange – da banche e carte di credito.
“Un atto illegale”, lo ha definito l’uomo che ha fatto tremare i servizi segreti planetari. Con il novantacinque per cento delle risorse in meno, WikiLeaks rimane un sito senza senso e potrà riprendere a mettere in chiaro i “top secret” solo quando la situazione attuale si sbloccherà.
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