Totò 3D. Film restaurato al festival di Roma | Foto

1952, gli italiani scoprono il cinema a colori. A portarglielo nella sala sotto casa è Totò, il film è Totò a colori. Un anno dopo [...]

1952, gli italiani scoprono il cinema a colori. A portarglielo nella sala sotto casa è Totò, il film è Totò a colori. Un anno dopo e la storia fa un balzo in avanti ma il protagonista è lo stesso, siamo nel 1953 e sugli schermi arriva il primo 3D italiano de Il più comico spettacolo del mondo – Totò in 3D, per la regia di Mario Mattioli. Fu un successo d’incassi (11 milioni, una cifra altissima per i tempi) ma le difficoltà tecniche ne limitarono la diffusione a poche sale per e una manciata di giorni. Quindi l’oblio. E adesso che la “terza rivoluzione del cinema” è ormai compiuta, ecco che la pellicola, fresca di restauri, fortemente voluti dal produttore Aurelio De Laurentiis,  fan storico di Totò, passerà al festival di Roma, in proiezione il 29 come evento speciale.

Sceneggiato da un gruppo cui partecipò anche Mario Monicelli, il film è la parodia del grande affresco circense di Cecil B. DeMille “Il più grande spettacolo del mondo”. Il principe De Curtis impersonava il pagliaccio Tottons ed ruolo femminile della mamma, seduta tra il pubblico insieme a Peppino De Filippo, Silvana Mangano, Anthony Quinn e Aldo Fabrizi che si concessero in alcuni camei.

Tra gli interpreti Marc Lawrence, Maj Britt, Franca Faldini, Tania Weber, Mario Castellani, Alberto Sorrentino, Enzo Garinei. Il film si conclude con un momento particolarmente intenso, la preghiera del clown scritta dallo stesso Totò.

Il restauro è stato realizzato da Cinecittà Digital Factory con la supervisione di Pasquale Cuzzupoli. A rendere particolarmente difficile l’operazione, durata un anno, è stata la necessità di intervenire su ben due negativi.

Il film fu girato con un sistema per la ripresa tridimensionale, brevettato da Carlo Ponti e Dino De Laurentiis e denominato Podelvision dalle iniziali dei loro cognomi, che prevedeva di fatto l’uso di più camere da presa contemporaneamente e successivamente la stampa di due copie di pellicole identiche: una per l’occhio sinistro e una per l’occhio destro.

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