Simoncelli, il ragazzo che piaceva a tutti

Piaceva a tutti, appassionati della moto e non, Marco Simoncelli. Piaceva per quella sua parlata romagnola spontanea e diretta. Piaceva per quella sua chioma leonina. [...]

Piaceva a tutti, appassionati della moto e non, Marco Simoncelli. Piaceva per quella sua parlata romagnola spontanea e diretta. Piaceva per quella sua chioma leonina. Piaceva perché era un grande campione seppur giovanissimo. Insomma non c’è persona che non si dispiaccia per quell’assurda morte avvenuta in quella pista di Sepang dov’era in corso il Gp di Malaysia. Tragedia accaduta mentre il centauro cercava di domare la sua Honda. Una curva, il casco che si stacca, due moto che in qualche modo lo travolgono e il suo corpo che rimane a terra e non dà più segni di vita. Una tragedia che nel mondo dello sport soprattutto lascia un segno. Accade sempre quando un giovane se ne va ma poi tutto passa e la vita – e così dev’essere – continua. Marco però ha lasciato di più. Dagli atleti per i quali il circuito Daringtodo cura i siti ufficiali (Vezzali, La Barbera, Occhiuzzi, Hove ed altri ancora) non hanno voluto lasciare la pagina bianca a quelli che, come Gattuso, hanno scritto il suo nome sulla maglia della squadra di calcio.

 

Hanno invece testimoniato un pensiero, un incontro, una chiacchierata fatta con quel giovane atleta che ci ha lasciato troppo presto. Doverosa, da parte nostra, riportare anche le testimonianze di chi ci legge. Ricorre in tutti l’incredulità e la voglia di farsi sentire per l’addio a chi – nonostante tutto – ha segnato quel grance circo della Motogp che non lo dimenticherà mai. Tanti, forse troppi i lutti in pista.

 

Qualcuno dice che chi si sfida a colpi di acceleratore spalla a spalla con altri “indemoniati” che in comune hanno la voglia di correre e di vincere, la caduta fatale è una sorta di rischio calcolato. Forse è così ma preferiamo attribuire queste tragedie alla fatalità, senza se e senza ma. Per Simoncelli ci sale un groppo in gola. Lo stesso che si manifesta quando si spezzano giovani vite (ma anche non giovani) in un incidente della strada o per altre cause. Forse la sensibilità non s’inventa e tanto dolore ha un significato preciso. Non siamo indifferenti. Vivaddio.

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