Come a capodanno gli australiani arrivano sempre per primi. E sono stati loro, gli utenti del nuovissimo continente ad accaparrarsi per primi l’ultimo gadget tecnologico di casa Apple, quell’iPhone 4S presentato appena un giorno prima la morte di Steve Jobs. I 13 negozi Apple australiani a quest’ora hanno già chiuso i battenti, prevedibile il boom a considerare gli accampamenti sui marciapiedi ed i piccoli santuari di fiori e candele allestiti fuori dalle vetrine. Ma Apple ha reso noto che non comunicherà i dati vendite della prima giornata, all’Australia ha fatto seguito il Giappone, quindi, alle 8 l’apertura degli store in Germania, Francia, Gran Bretagna e, infine il Nord America. Proprio come capodanno.
Il primo dispositivo lanciato senza l’ex leader al timone è una verifica solo parziale delle possibilità di Apple di mantenere la supremazia sul mercato globale degli smartphone; molte, infatti, sono le vendite suggerite dalla spinta emotiva provocata dalla morte di Jobs. Apple ha comunicato di aver ricevuto più di 1 milione di ordini online nelle prime 24 ore dopo l’uscita dell’iPhone 4S, superando le 600.000 del modello precedente. Gli analisti si aspettano che nel quarto trimestre dell’anno le vendite di iPhone arriveranno fino a 30 milioni o più, quasi il doppio rispetto a un anno fa.
Per Tim Cook, amministratore delegato di Apple da agosto, la sfida di uscire da sotto l’ombra enorme del suo mentore e c’è bisogno più che mai dell’iPhone per raggiungere lo scopo. Visto come “gold standard” del mercato degli smartphone, per Apple rappresenta il 40 per cento del fatturato annuale. E’ lo smartphone più venduto al mondo, ma la concorrenza è feroce, fino ad oggi, ad esempio, è lieve la supremazia sul Galaxy della Samsung, un 18,4 contro il 17,8 per cento in tutto il mondo.
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