È difficile immaginare un serpente boa che se ne va in giro per le strade di Roma, anche se le città, da qualche anno, accolgono nel proprio grembo animali di ogni genere. Non è difficile, invece, immaginare il sole ottobrino, nell’alba romana. Non sarebbe difficile neppure immaginare Federico Fellini, all’ombra del suo cappello, con Marcello Mastroianni e Anita Ekberg, in via Veneto.
Marcello Mastroianni, in quel 1960, era Marcello Rubini: un giornalista romano che si occupa di servizi scandalistici, coltivando l’ambizione di diventare scrittore. Era l’epoca dei paparazzi, che se ne andavano in giro con il cipiglio dei catturatori di immagini. Le prede erano le star cinematografiche. Non sarebbe difficile neppure immaginare Marcello incaricato di accogliere nella capitale l’attrice Sylvia, famosa stella del cinema. lo “vediamo” mentre la intrattiene in un locale frequentato da turisti, il “Caracalla’s”. Muove le strategiche prime avances verso la conquista dell’attrice. Uscita dal locale, l’esuberante Sylvia passeggia per le vie di Roma; al seguito, il solito Marcello, l’alter ego di Fellini, l’ammira mentre si immerge nelle acque della fontana di Trevi, come danzasse. È la fontana che Totò voleva vendere all’oriundo danaroso. Marcello la segue; vince la propria timidezza; si dichiara innamorato. Chissà se anche il Boa Constrictor Imperator, serpente da due metri e mezzo, recuperato ieri alla periferia di Roma dai veterinari del Dipartimento tutela ambientale e del verde-Protezione civile, era alla ricerca di un amore. Consola sapere che il rettile non rientra nell’elenco degli animali pericolosi. Consola sapere che se ne stava a passeggiare-strisciare placidamente, in via Paolo Pericoli, a Casal Lumbroso. È la zona chiamata Massimilla. Prende il nome di una delle vie principali della borgata: via della Massimilla. Mentre casal Lumbroso proviene dalla via del Casale Lumbroso, assediata da ville, che collega la via Aurelia con il Grande Raccordo Anulare. È un’altra Roma. Cosicché, se il boa ha potuto essere avvistato dal conducente di un autobus che ha richiesto l’intervento della Polizia di Roma Capitale e, quindi, della Protezione civile del Campidoglio, si può essere certi che, anche in un salto spazio-tempo, i protagonisti di La dolce vita non lo avrebbero potuto incontrare. (AMO)
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