Così un disservizio può diffondere il panico tra manager e imprenditori, non tutti, quelli del partito del BlackBerry, votati alla causa dello smartphone canadese per la sua affidabilità. Ma cosa accade se per un virus le comunicazioni vanno in tilt ? Se non ricevi più l’attesa e-mail, se non puoi più connetterti all’applicazione di Bloomberg? Se di questo vivi, torni al pc ma mastichi amaro.
Il Corsera di stamattina ne ha rintracciati diversi, imprenditori e manager messi in difficoltà dal guaio informatico toccato alla Rim (questo il nome dell’azienda che produce il telefonino) e che ha messo in tilt il sistema europeo prima, sudamericano dopo. Causa del blackout, un blocco nella comunicazione tra i due data-center principali, uno in Gran Bretagna e l’altro in Francia. E mentre gli operatori telefonici, impossibilitati a intervenire perché esclusi dall’accesso agli account dei clienti, inviavano sms di scuse, l’azienda non forniva alcun tipo d’informazione utile sulla tempistica degli interventi. E l’inconveniante s’è appena ripetuto, al momento (ore 10.23 di mercoledì 12) il sistema è ancora “out”.
Per rim la faccenda diventa adesso terribilmente seria, è proprio su chi usa lo smartphone per lavoro che il BlackBarry ha trovato il suo zoccolo duro di “afecionados”, rintuzzando grazie alla sua affidabilità la concorrenza del più attrattivo I-Phone. Qualche tempo fa sembrava una lotta tra pari, Beatles – vs Rolling Stones. Ma poi le cose sono cambiate, I-Phone ha preso il largo e non è bastata la pubblicità fatta da Barack Obama – blackberrista storico – a far pendere la bilancia verso il Canada. Rinunciando all’immagine di oggetto emozionale, il BlackBerry era, fino a ieri, come il mulo degli alpini: solido, robusto, fedele. E domani?
Venerdì sarà sul mercato Usa l’I-Phone 4s, tra qualche settimana arriverà anche in Italia, la strada sembra segnata…
© Riproduzione riservata


