ROMA – Luci d’ombra, viaggio nei luoghi manicomiali con le fotografie di Giovanni Nardini. Alla sala Santa Rita dal 12 al 27 ottobre.
La “misteriosa e divina manifestazione dell’uomo” – come definisce la pazzia lo scrittore, poeta e psichiatra toscano Mario Tobino – è sottintesa nelle circa quaranta immagini del fotografo viareggino, un viaggio nei luoghi dell’ex ospedale psichiatrico di Maggiano, una struttura quasi monumentale, un tempo luogo del dolore e della sofferenza, per anni abbandonata nell’estremo degrado, attualmente in corso di risanamento da parte della Regione Toscana che ha affidato alla Fondazione Tobino un’ala della costruzione.
L’esposizione, curata da Maurizio Bartolucci con l’associazione Seven Cult, promossa dall’assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Roma e organizzata da Zètema Progetto Cultura, è un documento unico di quegli ambienti di segregazione chiusi a partire dai primi anni ottanta grazie alla Legge Basaglia (Legge 180/78).
L’ex manicomio di Maggiano, piccola località a pochi chilometri da Lucca, è descritto nelle pagine dello scrittore Mario Tobino che in quelle stesse stanze, oltre ad esercitare la sua professione di medico psichiatra, visse la maggior parte della sua vita, “perché è solo all’interno che si può conoscere la pazzia”. Le opere fotografiche di Giovanni Nardini offrono un’idea di quelle desolate residenze in cui i pazienti furono costretti a vivere e nel contempo inducono ad una riflessione sui passi in avanti compiuti con la loro chiusura e sui limiti che ancora permangono nelle attività sociali e sanitarie rivolte alle persone con sofferenza mentale.
Dice Nardini nella sua presentazione: “Non vi erano più i matti, eppure ogni cosa mi parlava di loro, di quel misterioso dio che viveva dentro di loro, ho fotografato il buio del dolore, della follia, ho gettato la luce della fotografia nei resti delle vite, nei segni labili che il tempo lasciava”.
La mostra è arricchita da illustrazioni digitali di Emiliano Bartolucci che raffigurano i maggiori protagonisti della psichiatria nel Novecento. Medici e scrittori come Franco Basaglia e Mario Tobino ed altre importanti figure come la grande poetessa milanese Alda Merini. Protagonisti che torneranno a vivere attraverso letture teatrali – il 18 e il 25 ottobre 2011 – realizzate nella sede della esposizione.
Per informazioni: 060608, www.salasantarita.culturaroma.it , salasantarita.wordpress.com
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