“I love Steve”. Una delle tante scritte che appaiono sulle impalcature dell’Apple store – che è in fase di ristrutturazione – di New York, sulla Quinta strada. I newyorkesi si sentono come fratelli di Jobs e fanno la fila al grande emporio della “mela” per accendere lumini, lasciare la propria firma, portare un fiore, comporre una frase su un quaderno che trovano all’ingresso del grande negozio.
E le frasi si ripetono con sentimenti di dolore per quella perdita e ricorre una parola “grazie”. Grazie per aver cambiato il mondo, aver profetizzato che è possibile condividere sentimenti o soltanto parole al vento. Ma condividerle. L’America è davvero in lutto e le attestazioni di stima per Steve dureranno a lungo così come anche le generazioni a venire conosceranno lo schivo Jobs. Almeno è questo il pensiero di chi lo celebra come lo scienziato del secolo.
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