Lugano, sette secoli d’arte

Un “viaggio” da Umberto Boccioni a Henry Rousseau passando attraverso Paul Klee e Camille Pissarro. Si aprirà domenica 16 ottobre, per chiudersi l’8 gennaio 2012, [...]

Un “viaggio” da Umberto Boccioni a Henry Rousseau passando attraverso Paul Klee e Camille Pissarro. Si aprirà domenica 16 ottobre, per chiudersi l’8 gennaio 2012, la mostra “Tesori a Lugano. Sette secoli d’arte dalle collezioni di Cantone e Città” allestita in contemporanea nei due più importanti spazi del comune ticinese: il museo d’arte a villa Malpensata e quello cantonale d’arte di via Canova.

Pier Francesco Mola, Giovane suonatore di viola da gamba, 1635-1666 ca., Olio su tela

 

L’iniziativa, curata da Marco Franciolli, Elio Schenini e Cristina Sonderegger, sarà dedicata alla straordinaria ricchezza dei due enti che contano su un corpus di oltre diecimila opere. La possibilità di attingere a raccolte tanto ampie e articolate, estese su un periodo così lungo, ha permesso d’ideare un progetto suddiviso in due sezioni parallele e complementari, caratterizzate da due diverse concezioni e interpretazioni dell’arte e delle sue modalità espositive. Sarà abbracciato, non solo idealmente, l’intero tessuto urbano: a villa Malpensata riflettori puntati sulla mostra tematica “Consonanze – Dialoghi nel tempo”, e in via Canova su quella cronologica “Dal barocco alle soglie della modernità 1600-1870”. In quest’ultima il pubblico potrà ammirare alcuni capolavori organizzati secondo i grandi argomenti della pittura: storia, ritratto, paesaggio e religione a cui per esempio hanno reso omaggio Giovanni Discepoli con “Il riposo durante la fuga in Egitto” e un seguace di Carlo Crivelli con una “Madonna col bambino”.

Seguace di Carlo Crivelli (1460-1500 circa), Madonna col Bambino, 1460-1500 circa, tempera su tavola

 

Nel percorso, si privilegerà il rapporto con il territorio, dando particolare evidenza all’aspetto dell’emigrazione artistica, che vanta figure di notevole statura quali il seicentesco Pier Francesco Mola, presente con importanti dipinti, come il “Giovane suonatore di viola da gamba”, e disegni. E poi ecco l’opportunità di un confronto diretto tra due oli su tela di Giovanni Serodine: il “San Pietro in carcere” e il “Ritratto del padre”.

Invece “Consonanze” inviterà i visitatori a incamminarsi su un itinerario che includerà opere dal Quattrocento al presente declinate in un allestimento che trascenderà ogni coordinata spazio-temporale. Accostamenti inusuali e sorprendenti evidenzieranno relazioni sommessamente accennate o esplicitamente evidenti fra lavori anche molto distanti nel tempo. E ricorreranno temi assiduamente frequentati dagli artisti nei secoli: la ritrattistica e la rappresentazione della figura umana e del volto, la luce e la natura e il paesaggio con vedute della piazza e della riva del Grano di Lugano nella versione di Carlo Bossoli, della gola di Faido (autore Joseph Turner) e del parigino Trocadero nel segno di Rousseau. E ancora: il rapporto tra figurazione e astrazione e quello delle opere con lo spazio circostante, e la riflessione sulla materia. (Marco Fornara)

Nella foto di testa:César Domela (1900-1992), Paysage, 1922, olio su cartone telato

 

Henri Rousseau (1944-1910), Veduta del Pont de Grenelle, Trocadero, 1891 circa, olio su tela,

 

Antonio Barzaghi-Cattaneo (1834-1922), Extremum dedit suavium, 1890 circa, olio su tela,

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