Mostre. Quello scandaloso Leonardo, a Lugano

Sembra proprio l’anno dedicato a Leonardo, tra le mostre che in Europa espongono opere del genio rinascimentale – su tutte quella alla National Gallery di [...]

Sembra proprio l’anno dedicato a Leonardo, tra le mostre che in Europa espongono opere del genio rinascimentale – su tutte quella alla National Gallery di Londra, al via il 9 novembre ma anche quella alla reggia di Venaria, dal 18 novembre– da segnalare l’esposizione al museo Cantonale di Lugano (16 ottobre – 8 gennaio www.lugano.ch )  de l’”Angelo Incarnato” una delle più provocatorie opere del maestro.

Il disegno su foglio blu fu ritrovato in Germania nel 1991 suscitando clamore in tutto il mondo perché ritenuto scabroso e imbarazzante. Appartenuto alle raccolte reali del castello di Windsor e sottratto forse con il tacito accordo della regina Vittoria che voleva disfarsene per pudore, il disegno fu esposto prima a Stoccolma nel 1994, e successivamente a Malmö, Göteborg, Rotterdam, Berlino, Pretoria, Firenze.

Fu realizzato nei primi anni del 1500, a carboncino o pastello e rappresenta la figura dell’androgino, un archetipo che dal neoplatonismo, così come negli studi alchemici, rappresenta la completezza e l’integrazione, incarnando l’esemplare dell’uomo perfetto risultato della mescolanza tra i caratteri maschili e femminili.

I connotati esplicitamente erotici e sensuali del soggetto – nel cui volto è stato riconosciuto l’allievo e forse amante di Leonardo, Gian Giacomo Cappotti detto Salai (1480-1523) – mostrano un adolescente languido, dal seno e dalla capigliatura femminili, ma con sorriso beffardo e compiacente, e una virilità ostentata, che rivela l’ambiguità sia anatomica che morale dell’opera.

 

In occasione della mostra è stato ripubblicato da CB Edizioni il libro L’Angelo incarnato & Salai, curato da Carlo Pedretti, un approfondito avanzamento degli studi sulla singolare opera.

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